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22enne indagata

Religioso biellese travolto e ucciso da un’auto a Padova

La nipote Anna Rubatto: "Un uomo buonissimo, generoso e affabile". Disposta l'autopsia su padre Ilario Cavaliere. I famigliari di Cerrione, lui per 50 anni missionario in Argentina

Religioso biellese travolto e ucciso da un’auto a Padova
Cronaca Basso Biellese, 15 Dicembre 2020 ore 17:42

Stava attraversndo la strada a Padova, quando un’auto l’ha travolto. Trasportato d’urgenza in ospedale è deceduto questa notte. Vittima del tragico incidente – avvenuto nei giorni scorsi, il 8 dicembre – è un missionario biellese,  padre  Ilario Cavaliere, da circa cinque anni residente nel padovano. Aveva 87 anni.

L’incidente vicino alla scuola missionaria in cui viveva

Il religioso, i cui parenti stretti vivino ancora nel Biellese, a Vergnasco in particolare, era ospite nella Scuola missionaria del Sacro Cuore di Padova. L’incidente – sul quale indaga la procura di Padova che ha disposto l’autopsia – è avvenuto in via Bembo, a poche centinaia di metri dalla sede padovana della comunità dei dehoniani, la congregazione a cui apparteneva. Padre Ilario, che per circa mezzo secolo era stato  missionario in Argentina, aveva riportato nell’impatto gravissime lesioni.

Il Pubblico Ministero, dott.ssa Valeria Spinosa, nel frattempo ha indagato l’automobilista, una 22enne padovana, F.S., alla guida di una Toyota, per il reato di omicidio stradale, e incaricato un consulente tecnico d’ufficio, il medico legale dott. Antonello Cirnelli, per  l’esame autoptico che sarà effettuato domani, mercoledì 16 dicembre, a partire dalle 13.30.

“L’incidente è accaduto poco prima delle 17.30 – fanno sapere i consulenti legali dei famigliari biellesi di Cavaliere –  il sacerdote “in pensione”, nonostante l’età, era ancora molto attivo e, come faceva abitualmente, più volte al giorno, si stava recando dalla sua residenza nella vicina chiesa della parrocchia del Santissimo Crocifisso dove aiutava il parroco nelle varie mansioni, ma, mentre stava attraversando la strada, è stato travolto dalla giovane automobilista che proveniva da via d’Aquapendente diretta verso Salboro, per cause al vaglio della polizia locale di Padova. L’impatto è stato terribile: l’anziano è stato caricato sul cofano, ha sfondato il parabrezza dell’auto ed è rovinato sull’asfalto. Inizialmente l’ottantasettenne, subito trasportato in ambulanza all’ospedale cittadino, era cosciente e ha anche fornito le sue generalità, ma con il passare delle ore le sue condizioni sono via via peggiorate in seguito ai gravissimi traumi riportati, in particolare diverse lesioni agli organi interni: è stato trasferito nel reparto di Rianimazione ma, nonostante tutti i tentativi dei medici di salvarlo, il 10 dicembre è spirato”.

La tragedia ha destato profonda commozione non solo a Padova, dove Padre Ilario viveva da circa cinque anni, e in tutta la congregazione dehoniana, ma anche nel Biellese, in particolare a Cerrione, dove, nella frazione di Vergnasco, hanno vissuto per gran parte della loro esistenza i suoi genitori, dove risiedono tuttora i suoi parenti e dove lui tornava periodicamente dalle sue missioni, oltre che nella “sua Argentina”.

Originario di Castelgomberto, nel Vicentino, dove viveva la sua famiglia prima di trasferirsi in Piemonte, il religioso aveva studiato nel seminario di Albino (Bergamo) e poi perfezionato i suoi studi di teologia in Liguria. Aveva emesso la sua prima professione, come diacono, nel 1953, a vent’anni, e poi, nel 1964 la congregazione dei sacerdoti del Sacro Cuore di Gesù, i Dehoniani appunto, accogliendo la sua grande vocazione, quella di servire i poveri, l’hanno inviato in missione in Argentina, Paese dove la povertà era ed è ancora tanta e dove all’epoca il regime era pure ostile ai sacerdoti. Padre Cavaliere vi è rimasto mezzo secolo, fino appunto a cinque anni fa, e ci sarebbe tornato ancora se la sua età ormai avanzata e il suo fisico, non più da giovanotto, non avessero consigliato un più che meritato “riposo”: nel Paese sudamericano è stato, tra le varie mete, a Buenos Aires, a Malagueno, nella poverissima provincia di Cordoba, e nella provincia del Chaco, tra la foresta tropicale, facendosi apprezzare e ben volere da tutti gli argentini. Quando, nel 1980, ha preso anche i voti venendo ordinato sacerdote, in suo onore organizzarono una festa popolare.

La nipote Anna: “Un uomo buonissimo, generoso e affabile”

“Un uomo buonissimo, generoso, affabile, accogliente, che si adattava a tutto e che, soprattutto, ha dedicato tutta la vita ai poveri e ai bisognosi” lo piange la cara nipote Anna Rubatto, che ne ricorda anche l’estrema umiltà nonostante la sua profonda intelligenza e cultura: Padre Ilario era anche estremamente colto e scriveva molto, componeva poesie e aveva persino dato alla luce testi teatrali e un’autobiografia.

Il sacerdote lascia tre sorelle, Pierina, Santina e Maria, e dieci nipoti. Non appena l’autorità giudiziaria darà il nulla osta, sarà fissata la data dei funerali con due cerimonie, una che si terrà a Padova e un’altra a Vergnasco, nel cui cimitero, poi, il religioso riposerà.

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