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Reclutava nuovi sostenitori dell’Isis

Reclutava nuovi sostenitori dell’Isis
Cronaca 04 Gennaio 2016 ore 18:03

Dal carcere di viale dei Tigli  inneggiava all’Isis e cercava di reclutare nuovi adepti dell’autoproclamato stato islamico che dal Medio Oriente sta terrorizzando il mondo intero. Avvicinava gli altri reclusi, lanciava loro segnali definiti “molto pericolosi” al punto da porsi quasi come un soggetto addetto al reclutamento di nuovi sostenitori. Un comportamento che non è però passato  inosservato a uno speciale nucleo della Polizia penitenziaria, istituito in seguito ai sanguinari attentati di Parigi, rivendicati proprio dall’Isis, prima al giornale satirico “Charlie Hebdo”, in seguito per vie e piazze della capitale francese che hanno provocato una strage con 129 morti e 352 feriti.
Alla fine un detenuto marocchino di 28 anni, Mohamed B., è stato trasferito dal penitenziario biellese a un altro di massima sicurezza dove avrà poche possibilità di comunicare con altri detenuti. Le indagini, ovviamente, per inquadrare al meglio passato,  compiti e ideali del marocchino, stanno proseguendo.
Valter Caneparo

Leggi di più sull'Eco di Biella di lunedì 4 gennaio 2016 

Dal carcere di viale dei Tigli  inneggiava all’Isis e cercava di reclutare nuovi adepti dell’autoproclamato stato islamico che dal Medio Oriente sta terrorizzando il mondo intero. Avvicinava gli altri reclusi, lanciava loro segnali definiti “molto pericolosi” al punto da porsi quasi come un soggetto addetto al reclutamento di nuovi sostenitori. Un comportamento che non è però passato  inosservato a uno speciale nucleo della Polizia penitenziaria, istituito in seguito ai sanguinari attentati di Parigi, rivendicati proprio dall’Isis, prima al giornale satirico “Charlie Hebdo”, in seguito per vie e piazze della capitale francese che hanno provocato una strage con 129 morti e 352 feriti.
Alla fine un detenuto marocchino di 28 anni, Mohamed B., è stato trasferito dal penitenziario biellese a un altro di massima sicurezza dove avrà poche possibilità di comunicare con altri detenuti. Le indagini, ovviamente, per inquadrare al meglio passato,  compiti e ideali del marocchino, stanno proseguendo.
Valter Caneparo

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