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Rave party a Verrone: 380 denunciati

Rave party a Verrone: 380 denunciati
Cronaca 06 Dicembre 2015 ore 06:29

Sono 380 i giovani denunciati per il reato di invasione di terreni e di  edifici, tutti identificati dalla polizia e dai carabinieri dal 31 ottobre al 2 novembre, durante il rave party organizzato nei capannoni abbandonati che trent’anni fa avrebbero dovuto ospitare nelle intenzioni di Giorgio Aiazzone la “Città del mobile”, lungo la Trossi, in territorio di Verrone. Sono stati identificati nei corso dei servizi di prevenzione e controllo approntati nei pressi del luogo del raduno in modo da garantire la sicurezza all’esterno dell’area del rave illegale, evitando così qualsiasi comportamento a rischio sia per le persone estranee al rave party, sia per i partecipanti stessi, numerosi dei quali erano minorenni.

Il reato di “invasione di terreni o di edifici” è abbastanza soft visto che prevede pene massime fino a due anni. Ma è procedibile d’ufficio se nello stesso luogo si ritrovano più di dieci persone. E in quei giorni, per il rave party sulla Trossi, di persone ne sono transitate più di un migliaio. Nei guai sono finiti giovani e meno giovani provenienti da tutto il nord d’Italia: Piemonte (soprattutto giovani di Torino e di Cuneo), Lombardia, Emilia Romagna, Liguria, Trentino. Nella lista ci sono anche giovani di Roma e addirittura siciliani. E un discreto numero di biellesi. Rispetto al rave di gennaio, quando sempre polizia e carabinieri denunciarono 130 persone, stavolta il numero di indagati è addirittura triplicato.

Valter Caneparo

Leggi di più sull’Eco di Biella di sabato 5 dicembre 2015

Sono 380 i giovani denunciati per il reato di invasione di terreni e di  edifici, tutti identificati dalla polizia e dai carabinieri dal 31 ottobre al 2 novembre, durante il rave party organizzato nei capannoni abbandonati che trent’anni fa avrebbero dovuto ospitare nelle intenzioni di Giorgio Aiazzone la “Città del mobile”, lungo la Trossi, in territorio di Verrone. Sono stati identificati nei corso dei servizi di prevenzione e controllo approntati nei pressi del luogo del raduno in modo da garantire la sicurezza all’esterno dell’area del rave illegale, evitando così qualsiasi comportamento a rischio sia per le persone estranee al rave party, sia per i partecipanti stessi, numerosi dei quali erano minorenni.

Il reato di “invasione di terreni o di edifici” è abbastanza soft visto che prevede pene massime fino a due anni. Ma è procedibile d’ufficio se nello stesso luogo si ritrovano più di dieci persone. E in quei giorni, per il rave party sulla Trossi, di persone ne sono transitate più di un migliaio. Nei guai sono finiti giovani e meno giovani provenienti da tutto il nord d’Italia: Piemonte (soprattutto giovani di Torino e di Cuneo), Lombardia, Emilia Romagna, Liguria, Trentino. Nella lista ci sono anche giovani di Roma e addirittura siciliani. E un discreto numero di biellesi. Rispetto al rave di gennaio, quando sempre polizia e carabinieri denunciarono 130 persone, stavolta il numero di indagati è addirittura triplicato.

Valter Caneparo

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