Menu
Cerca

Rapina cinese: caccia al basista

Rapina cinese: caccia al basista
Cronaca 05 Dicembre 2015 ore 06:54

BIELLA - E’ stata un’inchiesta coi fiocchi quella condotta dal Nucleo investigativo dei carabinieri che ha portato all’individuazione dei tre presunti rapinatori cinesi che il 9 settembre scorso hanno sequestrato due ragazzine cinesi, di 10 e 15 anni, nella loro abitazione di Gaglianico, approfittando del fatto che i genitori si trovano al lavoro nel ristorante di loro proprietà, per svuotare la cassaforte di circa 50mila euro in contanti più gioielli, due Ipad e un telefono. I banditi se l’erano poi svignata con la Bmw del padrone di casa. 

Come hanno fatto i rapinatori a sapere che in quella cassaforte c’erano così tanti soldi e oggetti di valore? Chi li ha aiutati a indirizzare la loro attenzione proprio verso quella villetta a schiera? Le indagini non sarebbero ancora finite. I carabinieri sarebbero ora sulle tracce di un presunto basista che avrebbe spianato il lavoro ai tre cinesi provenienti dal sud.

Due di loro sono stati catturati in un hotel di Campi Bisanzio, alla periferia di Firenze, il terzo stava lavorando come cameriere in un ristorante di Roma, zona Montesacro. Hanno un’età compresa fra i 28 e i 34 anni. Sono finiti in carcere con l’accusa di rapina in concorso su ordine di custodia cautelare firmato dal giudice Claudia Ramella Trafighet, su richiesta del sostituto procuratore Maria Bambino. Due di loro erano già stati arrestati un mese prima a Torino sempre per aver commesso una rapina ai danni di connazionali. Ma erano stati rilasciati.

Valter Caneparo

 

Leggi di più sull’Eco di Biella di sabato 5 dicembre 2015 

BIELLA - E’ stata un’inchiesta coi fiocchi quella condotta dal Nucleo investigativo dei carabinieri che ha portato all’individuazione dei tre presunti rapinatori cinesi che il 9 settembre scorso hanno sequestrato due ragazzine cinesi, di 10 e 15 anni, nella loro abitazione di Gaglianico, approfittando del fatto che i genitori si trovano al lavoro nel ristorante di loro proprietà, per svuotare la cassaforte di circa 50mila euro in contanti più gioielli, due Ipad e un telefono. I banditi se l’erano poi svignata con la Bmw del padrone di casa. 

Come hanno fatto i rapinatori a sapere che in quella cassaforte c’erano così tanti soldi e oggetti di valore? Chi li ha aiutati a indirizzare la loro attenzione proprio verso quella villetta a schiera? Le indagini non sarebbero ancora finite. I carabinieri sarebbero ora sulle tracce di un presunto basista che avrebbe spianato il lavoro ai tre cinesi provenienti dal sud.

Due di loro sono stati catturati in un hotel di Campi Bisanzio, alla periferia di Firenze, il terzo stava lavorando come cameriere in un ristorante di Roma, zona Montesacro. Hanno un’età compresa fra i 28 e i 34 anni. Sono finiti in carcere con l’accusa di rapina in concorso su ordine di custodia cautelare firmato dal giudice Claudia Ramella Trafighet, su richiesta del sostituto procuratore Maria Bambino. Due di loro erano già stati arrestati un mese prima a Torino sempre per aver commesso una rapina ai danni di connazionali. Ma erano stati rilasciati.

Valter Caneparo

 

Leggi di più sull’Eco di Biella di sabato 5 dicembre 2015