Rapina alla Biver: chieste condanne dai 4 ai 6 anni

Rapina alla Biver: chieste condanne dai 4 ai 6 anni
19 Maggio 2017 ore 11:52

Sono state chieste pene comprese tra i 4 e i 6 anni di reclusione per i presunti componenti della banda che, a giugno dell’anno scorso, mise a segno la rapina da 150mila euro alla filiale di Caresanablot della Biverbanca. Il processo, in corso a Vercelli e celebrato con rito abbreviato, ha visto la Pubblica accusa chiedere la pena più severa per il vercellese Roberto Martinotti, 57 anni, ex dipendente della banca che, in quel periodo, era direttore facente funzione. Secondo l’accusa, fu proprio lui, presente al momento della rapina, il basista del gruppo. Sei anni la condanna chiesta anche per Silvio Iadanza, 27 anni, di Benevento, personaggio noto alle cronache per la vicinanza ai clan della sua terra d’origine, indicato quale autore materiale della rapina messa a segno utilizzando un teaser (oggetto che emette potenti scariche elettriche) come arma.

Rischiano tra i quattro e cinque anni di reclusione, invece, gli altri componenti della banda, tra cui il biellese Franco Coppola, 46 anni, di Masserano, che avrebbe ricoperto il ruolo di staffetta e di intermediario della banda. Stessa pena richiesta per Pietro Zocco, 48 anni, di Vercelli, che era sulle auto-staffetta per il colpo, e per Salvatore Bettini, 35 anni, sempre di Vercelli, presunto ideatore della rapina.

Gli autori del colpo vennero individuati e arrestati ad agosto dalla polizia che analizzò diversi filmati di sistemi di videosorveglianza anche privati. L’operazione è stata chiamata “Au revoir” perchè così il rapinatore aveva salutato ironicamente il personale quel giorno.

V.Ca.

Sono state chieste pene comprese tra i 4 e i 6 anni di reclusione per i presunti componenti della banda che, a giugno dell’anno scorso, mise a segno la rapina da 150mila euro alla filiale di Caresanablot della Biverbanca. Il processo, in corso a Vercelli e celebrato con rito abbreviato, ha visto la Pubblica accusa chiedere la pena più severa per il vercellese Roberto Martinotti, 57 anni, ex dipendente della banca che, in quel periodo, era direttore facente funzione. Secondo l’accusa, fu proprio lui, presente al momento della rapina, il basista del gruppo. Sei anni la condanna chiesta anche per Silvio Iadanza, 27 anni, di Benevento, personaggio noto alle cronache per la vicinanza ai clan della sua terra d’origine, indicato quale autore materiale della rapina messa a segno utilizzando un teaser (oggetto che emette potenti scariche elettriche) come arma.

Rischiano tra i quattro e cinque anni di reclusione, invece, gli altri componenti della banda, tra cui il biellese Franco Coppola, 46 anni, di Masserano, che avrebbe ricoperto il ruolo di staffetta e di intermediario della banda. Stessa pena richiesta per Pietro Zocco, 48 anni, di Vercelli, che era sulle auto-staffetta per il colpo, e per Salvatore Bettini, 35 anni, sempre di Vercelli, presunto ideatore della rapina.

Gli autori del colpo vennero individuati e arrestati ad agosto dalla polizia che analizzò diversi filmati di sistemi di videosorveglianza anche privati. L’operazione è stata chiamata “Au revoir” perchè così il rapinatore aveva salutato ironicamente il personale quel giorno.

V.Ca.

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