Rapina al Biella Scarpe, 4 nei guai

Rapina al Biella Scarpe, 4 nei guai
Cronaca 29 Gennaio 2017 ore 11:43

GAGLIANICO - Per due paia di scarpe da donna, sono finiti nelle grane in quattro. Mica per un furtarello, bensì per il grave reato di rapina in concorso. C’è la brutalità con la quale uno dei quattro si è comportato con la commessa che aveva cercato di bloccare chi materialmente stava rubando le scarpe, a trasformare il reato da semplice tentato furto al ben più grave reato di rapina. L’episodio è avvenuto il 5 novembre scorso al negozio “Biella Scarpe” di Gaglianico.
La prima ad essere finita sul registro degli indagati è la donna che materialmente si era allontanata con le scarpe - del valore di poco più di 200 euro - nascoste in una borsa. Pensava d’aver levato tutti i dispositivi antitaccheggio dalle calzature e quindi di poterla fare franca senza che nessuno si accorgesse di nulla. Invece l’allarme posto alle barriere antitaccheggio all’ingresso si era messo a suonare. Quel giorno erano di turno i carabinieri di Andorno. E sono stati loro a risolvere il caso con pazienza e capacità. Subito è stata denunciata Debora D., 37 anni, di Biella, residente nel campo nomadi di via Case Sparse al confine con Ponderano. Le scarpe erano state recuperate e restituite.
In un secondo momento era finita nei guai Clara V., 46 anni, della provincia di Torino, e Michelina V., 44 anni, di Asti. I carabinieri hanno inoltre denunciato per lo stesso reato anche Alessandro O., 47 anni, disoccupato di Torino già noto alle forze dell’ordine.
Sarebbe stato lui a rendere le cose più complicate per tutti e quattro quel giorno. Con modi di fare alquanto rudi, uno sguardo torvo e minaccioso, l’uomo si era parato davanti alla commessa dell’esercizio commerciale che si era accorta del furto e si era lanciata all’inseguimento della ladra delle scarpe. L’uomo, in attesa nei pressi dell’ingresso, aveva afferrato la commessa per un polso e aveva cominciato a stringere con estrema violenza impedendo di fatto che la donna proseguisse nel suo intento di inseguire la ladruncola, facendole capire che forse sarebbe stato meglio che avesse desistito.
V.Ca.

GAGLIANICO - Per due paia di scarpe da donna, sono finiti nelle grane in quattro. Mica per un furtarello, bensì per il grave reato di rapina in concorso. C’è la brutalità con la quale uno dei quattro si è comportato con la commessa che aveva cercato di bloccare chi materialmente stava rubando le scarpe, a trasformare il reato da semplice tentato furto al ben più grave reato di rapina. L’episodio è avvenuto il 5 novembre scorso al negozio “Biella Scarpe” di Gaglianico.
La prima ad essere finita sul registro degli indagati è la donna che materialmente si era allontanata con le scarpe - del valore di poco più di 200 euro - nascoste in una borsa. Pensava d’aver levato tutti i dispositivi antitaccheggio dalle calzature e quindi di poterla fare franca senza che nessuno si accorgesse di nulla. Invece l’allarme posto alle barriere antitaccheggio all’ingresso si era messo a suonare. Quel giorno erano di turno i carabinieri di Andorno. E sono stati loro a risolvere il caso con pazienza e capacità. Subito è stata denunciata Debora D., 37 anni, di Biella, residente nel campo nomadi di via Case Sparse al confine con Ponderano. Le scarpe erano state recuperate e restituite.
In un secondo momento era finita nei guai Clara V., 46 anni, della provincia di Torino, e Michelina V., 44 anni, di Asti. I carabinieri hanno inoltre denunciato per lo stesso reato anche Alessandro O., 47 anni, disoccupato di Torino già noto alle forze dell’ordine.
Sarebbe stato lui a rendere le cose più complicate per tutti e quattro quel giorno. Con modi di fare alquanto rudi, uno sguardo torvo e minaccioso, l’uomo si era parato davanti alla commessa dell’esercizio commerciale che si era accorta del furto e si era lanciata all’inseguimento della ladra delle scarpe. L’uomo, in attesa nei pressi dell’ingresso, aveva afferrato la commessa per un polso e aveva cominciato a stringere con estrema violenza impedendo di fatto che la donna proseguisse nel suo intento di inseguire la ladruncola, facendole capire che forse sarebbe stato meglio che avesse desistito.
V.Ca.