«Questo farmaco cura anche il cancro»

«Questo farmaco cura anche il cancro»
06 Marzo 2017 ore 21:28

E’ morto uno dei due imputati accusati d’aver venduto su internet una sorta di pozione miracolosa a base per lo più di acqua sporca, sostenendo che era in grado di guarire da diverse malattie tra le quali addirittura l’Hiv, il cancro, la malaria, il raffreddore e l’acne. Secondo il capo d’imputazione, inoltre, i due avrebbero rilasciato consulenze mediche senza autorizzazione. Da qui l’accusa, tra le altre, di esercizio abusivo di una professione.Nei giorni scorsi, il giudice, Pietro Brovarone, ha dichiarato per l’imputato deceduto, 58 anni, di Veglio (che era difeso dall’avvocato Simone Campagnolo), il «non luogo a procedere per estinzione dei reati a seguito di intervenuta morte del reo».Il processo – iniziato nel mese di gennaio del 2015 e che ha già visto cinque udienze – proseguirà comunque nei confronti dell’altro imputato, Gianni Zulato, 67 anni, di Trivero. Secondo quanto avevano scoperto in comunità d’intenti la Polizia postale e i carabinieri del Nas (Nucleo antisofisticazione e frodi), gli imputati, oltre ad aver esercitato in modo abusivo la professione medico-farmaceutica, avrebbero venduto parecchi kit del prodotto medicinale “Mms” (composto da un flacone da 130 millilitri di sodio clorito al 28 per cento, un flacone di acido citrico, bustine di acido citrico in granuli, una clessidra e il foglietto illustrativo) di cui ne avrebbero attestato le proprietà terapeutiche sostenendo che poteva debellare e curare malattie gravissime.Valter CaneparoLeggi di più sull’Eco di Biella di lunedì 6 marzo 2017

E’ morto uno dei due imputati accusati d’aver venduto su internet una sorta di pozione miracolosa a base per lo più di acqua sporca, sostenendo che era in grado di guarire da diverse malattie tra le quali addirittura l’Hiv, il cancro, la malaria, il raffreddore e l’acne. Secondo il capo d’imputazione, inoltre, i due avrebbero rilasciato consulenze mediche senza autorizzazione. Da qui l’accusa, tra le altre, di esercizio abusivo di una professione.Nei giorni scorsi, il giudice, Pietro Brovarone, ha dichiarato per l’imputato deceduto, 58 anni, di Veglio (che era difeso dall’avvocato Simone Campagnolo), il «non luogo a procedere per estinzione dei reati a seguito di intervenuta morte del reo».Il processo – iniziato nel mese di gennaio del 2015 e che ha già visto cinque udienze – proseguirà comunque nei confronti dell’altro imputato, Gianni Zulato, 67 anni, di Trivero. Secondo quanto avevano scoperto in comunità d’intenti la Polizia postale e i carabinieri del Nas (Nucleo antisofisticazione e frodi), gli imputati, oltre ad aver esercitato in modo abusivo la professione medico-farmaceutica, avrebbero venduto parecchi kit del prodotto medicinale “Mms” (composto da un flacone da 130 millilitri di sodio clorito al 28 per cento, un flacone di acido citrico, bustine di acido citrico in granuli, una clessidra e il foglietto illustrativo) di cui ne avrebbero attestato le proprietà terapeutiche sostenendo che poteva debellare e curare malattie gravissime.Valter CaneparoLeggi di più sull’Eco di Biella di lunedì 6 marzo 2017

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