Il caso in tribunale

Quel video e quel tatuaggio sulla mano che lo inchiodano

All’epoca dei fatti lui aveva 35 anni e avrebbe avuto una relazione con una ragazza che ne aveva 13, con il benestare di sua madre.

Quel video e quel tatuaggio sulla mano che lo inchiodano

Fra gli elementi che la Procura di Biella considera più significativi per sostenere l’accusa nei confronti di un uomo di 39 anni, indagato per una presunta relazione sessuale portata avanti per oltre un anno con una minorenne, c’è anche un video estrapolato dal telefonino della ragazza. Il filmato, recuperato dal consulente tecnico incaricato dal Pubblico ministero Dario Bernardeschi, riprenderebbe i due durante un rapporto sessuale: all’epoca dei fatti lui aveva 35 anni e lei ne aveva 13, dunque al di sotto dell’età del consenso prevista dalla legge. A rendere il soggetto riconoscibile, secondo quanto riportato negli atti, sarebbe un dettaglio preciso: il tatuaggio di una rosa sulla mano, un segno distintivo che per l’accusa collegherebbe quel video proprio all’indagato. Nello stesso procedimento è indagata anche la madre della ragazza, 49 anni, chiamata a rispondere – secondo la contestazione della Procura – di abbandono di minore e di non aver fatto nulla per impedire quella relazione.

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