Udienza in Tribunale a Biella

Perseguita per mesi la ex trasformandole la vita in un inferno: verrà processato per stalking

Seguita a casa e sul lavoro, tempestata di telefonate e di messaggi

Perseguita per mesi la ex trasformandole la vita in un inferno: verrà processato per stalking
Cronaca Biella Città, 18 Giugno 2021 ore 11:41

Perseguita per mesi la ex trasformandole la vita in un inferno: verrà processato per stalking.

Accusato di stalking

E’ un capo d’imputazione lungo e dettagliato, corrispondente a tre pagine e mezza, quello che viene contestato al secondo uomo accusato di stalking nei confronti della ex biellese di cui si è occupato un giudice nei giorni scorsi. Anche Pietro M., 58 anni, attualmente residente a Torino (difeso dall’avvocato Stefano Pagani) è stato rinviato a giudizio per il prossimo 20 ottobre.

Mesi d'inferno

In questo caso, le presunte persecuzioni si sono protratte per ben sette mesi, da febbraio a settembre dell’anno scorso, nel Biellese. Ciò che è stata costretta a sopportare la donna ha dell’incredibile. Così riporta il magistrato nel capo d’imputazione: «Per avere, con condotte reiterate, minacciato e molestato la donna con la quale aveva intrattenuto una relazione sentimentale, in modo da cagionarle un perdurante e grave stato di ansia e paura, un’alterazione dell’umore, da ingenerare un fondato timore per la propria incolumità, costringendola ad alterare le proprie abitudini di vita, ovvero a muoversi in auto guardinga per paura di essere seguita, ad accertarsi prima di uscire di casa se fosse nei paraggi, nonché a cambiare l’utenza del cellulare per scongiurare l’arrivo di ulteriori messaggi e telefonate». Un vero inferno.

Innumerevoli episodi

Tanti episodi. L’imputato - stando all’accusa - avrebbe tempestato di messaggi e telefonate la donna augurandole ogni male. L’avrebbe più volte seguita, si sarebbe appostato per ore davanti alla sua abitazione. L’avrebbe attesa davanti al luogo di lavoro in molteplici occasioni. Le avrebbe lasciato lettere nella buca di casa. E poi l’avrebbe più volte minacciata sia davanti a casa, sia in giro sia davanti al luogo di lavoro. Le avrebbe scritto mail e messaggi di ogni genere anche con il telefono di un amico pur di riuscire a raggiungerla. Per sei lunghi mesi da incubo.