Il pd attacca

“Ospedale al collasso, dove sono i tamponi?”

Il Pd biellese: “Chiediamo alla Regione Piemonte risposte precise”.

“Ospedale al collasso, dove sono i tamponi?”
29 Ottobre 2020 ore 18:15

“Ospedale al collasso, dove sono i tamponi?”.
Il Pd biellese: “Chiediamo alla Regione Piemonte risposte precise”.

“Ospedale al collasso, dove sono i tamponi?”

Le cronache locali riportano di un ospedale, il “Degli Infermi” di Ponderano, ormai al collasso a causa della seconda ondata Covid. Come tutti ormai sappiamo, l’unico modo per limitare, se non addirittura arrestare, il contagio è quello di eseguire quanti più tamponi possibile.
A questo proposito, la giunta regionale guidata dal presidente Alberto Cirio ha promesso ingenti quantitativi di tamponi rapidi. Sono arrivati all’ASL Bi? Stanno iniziando ad utilizzarli? Le domande sono legittime perché abbiamo notizia di liste d’attesa infinite e di biellesi costretti a casa in attesa di essere sottoposti a tampone in quanto congiunti e/o conviventi con persone positive al coronavirus.
Allo stesso modo, abbiamo saputo di persone che, stanche di attendere invano l’intervento della sanità pubblica, si sono viste costrette a rivolgersi al privato. A costi esorbitanti per una prestazione così banale. Confusione, incertezza, utenti che intasano il numero verde dell’ospedale per chiedere informazioni non sapendo come comportarsi.
Nel privato, invece, come appena accennato, è tutto un fiorire di tamponi dietro lauto compenso. A questo punto la domanda sorge spontanea: come mai i privati hanno tutta questa disponibilità di tampono e il pubblico no? Evidentemente è business interessante…
Il costo del test in una struttura privata si aggira tra i 65 e i 75 euro, e qualora l’esito sia positivo, bisogna sottoporsi ad un secondo tampone che, nemmeno a dirlo, cosa anche di più, e va dai 120 ai 150 euro. Per carità, ti mandano pure l’infermiere a casa… Nulla da dire.
A maggior ragione, il semplice dubbio si trasforma in un vero e proprio tarlo: non è che qualcuno, anche in una circostanza del genere, nel bel mezzo di una pandemia, sta cercando di favorire la sanità privata a scapito di quella pubblica? Dopo tanti anni in cui il SSN nazionale è stato smantellato, non finiremo mai di chiederlo a gran voce, è fondamentale disporre delle risorse del MES. Subito. Quei miliardi di euro ci permetterebbero di risollevare la sanità pubblica, che altrimenti è destinata a soccombere. Perché, come sempre accade, smantellare è facile, ricostruire, al contrario, è molto più difficile, dispendioso e lungo, anche a causa della troppa burocrazia.
Oggi apprendiamo dai media che la Regione Piemonte invoca l’intervento dei medici cubani, già corsi in aiuto delle strutture ospedaliere piemontesi nel corso della prima ondata di Covid. Ma la Regione Piemonte cos’ha fatto fino ad ora? Dov’è stata?
A Biella, il buon sindaco Corradino è rimasto ai tempi delle sue scorribande in vespino, da ragazzo, o pensa che sia finalmente arrivato il momento di prendersi cura dei problemi, seri, di questa città? Come alla fine di febbraio, si torna ad usare un gergo militare, leggiamo termini adatti a una guerra. Ma la guerra è un’altra cosa. Vero è, piuttosto, che dobbiamo lavorare oggi, subito, senza traccheggiare oltre.
Ma la Regione Piemonte e questa giunta biellese incapace, con il nostro sindaco che continua a sciorinare lamentele contro il Governo centrale, forse hanno dimenticato (o non sanno) che ora tocca a loro! O sanno solo protestare scaricando la responsabilità sugli altri?
Per tutto quanto detto, chiediamo alla Regione Piemonte risposte precise. E al primo cittadino di Biella, peraltro responsabile della sanità pubblica sul territorio che amministra, di fare in modo che vengano processati più tamponi gratuitamente, per rispondere alle richieste delle persone e per non lasciare indietro nessuno.

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