Intervento

Il Santuario d’Oropa: “Siamo debitori di Seab non evasori. Ecco perché”

Il rettore e gli amministratori intervengono sulle somme dovute alla società.

Il Santuario d’Oropa: “Siamo debitori di Seab non evasori. Ecco perché”
Biella Città, 18 Novembre 2020 ore 07:30

Oropa sui debiti con Seab: “Ecco le cause”. Il rettore e gli amministratori intervengono sulle somme dovute alla società.

Il Santuario di Oropa sui debiti con Seab

Gli amministratori Giancarlo Macchetto e Stefano Vaudano, con un comunicato firmato anche dal Rettore del Santuario di Oropa, don Michele Berchi,  intervengono sulle somme dovute alla società Seab da parte del Santuario stesso.

“Da tempo –  si legge in una nota – nel dar conto della situazione di Seab, i mass media hanno citato il Santuario di Oropa nel novero dei “grandi evasori” delle varie forme di tributo legate al servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Amministrazione del Santuario e Rettore desiderano informare l’opinione pubblica circa i reali termini della questione; ciò tanto più in un momento in cui le drammatiche vicende della pandemia mettono sotto stress la situazione economica di tutti — dagli enti pubblici alle imprese e alle famiglie — e in cui, per significativo converso, il Santuario è fatto oggetto di rinnovate attenzione, stima e devozione da parte di istituzioni pubbliche e private e di migliaia di persone e famiglie, biellesi e non.
Oropa è certamente debitrice di importanti somme che, come vedremo, sta regolarmente saldando. Ma lo è perché ha subìto in passato una situazione oggettivamente squilibrata e non imputabile al Santuario. “Evasore” è chi mette in atto un comportamento illegittimo con cui contrastare il prelievo tributario. Oropa debitrice, quindi, sì; evasore assolutamente no.

I dati

Sino all’introduzione della tariffa puntuale sulla raccolta rifiuti, il Santuario di Oropa pagava annualmente circa € 27.000 di tassa rifiuti calcolata sulla base delle superfici reali. Con l’introduzione della tariffa puntuale a peso la “bolletta“ a carico del Santuario, nel 2016, è balzata a € 82.365,13 con un trend costante negli anni successivi.
Il debito a fine 2019 risultava essere di € 212.694,41. La rateizzazione di una prima parte (€ 60.000) è stata saldata interamente con lo scorso agosto 2020. La restante quota di debito sommata agli interessi di € 27.676,82 ha portato il debito totale a € 180.371,23.
Una fattura di acconto 2020 di € 19.886,32 è stata regolarmente saldata a luglio 2020.
Questi i dati attuali. Non è quindi corretto il dato del debito di € 211.000 talvolta indicato dai mass media. Si sottolinea ulteriormente che il Santuario sta provvedendo a saldare quanto dovuto.

Cosa è accaduto

In estrema sintesi. I rifiuti effettivamente prodotti dalle strutture che dipendono amministrativamente e canonicamente da Oropa sono riconducibili a precise tipologie: l’attività alberghiera esercitata direttamente dal Santuario; l’attività di gestione stessa del Santuario svolta dai 20 dipendenti; la presenza di 10 residenti in Santuario tra sacerdoti collegiali e Figlie di Maria.
Tali rifiuti vengono trattati e differenziati come avviene in tutte le famiglie e le attività nel Comune di Biella. Lo stesso accade da parte degli enti che a Oropa esercitano attività commerciali e di ristorazione.
È di evidenza comune che un enorme volume di rifiuti viene prodotto dalla fruizione indistinta e per sua natura incontrollata da parte di turisti, escursionisti e visitatori degli spazi aperti al pubblico dell’intera conca di Oropa. Ricordiamo che si stima che a Oropa ogni anno affluiscano almeno mezzo milione di persone.
Tali rifiuti finivano pressoché interamente e soprattutto in modo indifferenziato nei circa 100 cestini posizionati nei chiostri ma anche in tutte le aree esterne (dalla “passeggiata dei Preti” al piazzale Busancano, dalle Cappelle sino al Cimitero e oltre).
Tutta questa mole di rifiuti restava di fatto in capo al Santuario e lo restava per due volte.

Prima di tutto perché, nel doveroso intento di mantenere pulizia e decoro nell’intera area, Oropa ha impegnato proprio personale dipendente soprattutto, ma non solo, in occasione dei fine settimana e delle giornate più affollate con un impegno stimato su base annua di almeno 700 ore di lavoro pari a circa 12.000 € di costi comprensivi di dotazioni e materiali.
Poi perché tali rifiuti, di fatto e inevitabilmente indifferenziati, non potevano che essere conferiti appunto nei “cassonetti marroni” del residuo indifferenziato, residuo che, come sappiamo, è giustamente colpito da un sistema tariffario teso a incentivare la differenziazione.
Questa situazione si è protratta sino alla fine del 2019 e — mentre Oropa richiedeva e attendeva un intervento atto a parametrare correttamente la natura degli spazi pubblici di sua pertinenza e i rifiuti in essi prodotti — le bollette, di importo insostenibile per le finanze del Santuario, hanno via via generato il debito di cui sopra”.

Top news
Glocal News
Foto più viste
Video più visti
Il mondo che vorrei
Gite in treno
Curiosità