Ordinavano la cocaina con WhatsApp

Ordinavano la cocaina con WhatsApp
Cronaca 19 Febbraio 2017 ore 17:07

CHIVASSO - Arrivavano da Biella e dal Vercellese i migliori clienti della gang di presunti spacciatori di cocaina (ma anche di marijuana) smantellata l’altro giorno dai carabinieri di Chivasso coordinati dal capitano Pierluigi Bogliacino. In tutto sono state arrestate sette persone in esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice delle indagini preliminari di Ivrea. Altre quattro sono state solo denunciate

Il gruppo criminale, guidato  da due fratelli, deteneva il monopolio dello spaccio di droga nel Chivassese, soprattutto a studenti, anche minorenni. La banda distribuiva circa 200 grammi di cocaina purissima al mese, circa 600 dosi al dettaglio. Nel corso dell’operazione, i carabinieri hanno eseguito undici perquisizioni, una delle quali nel Biellese e più precisamente a Salussola dove risiederebbe il punto di riferimento della gang nella nostra provincia. Al termine del blitz, decine di clienti sono stati segnalati alla Prefettura di Torino per uso di sostanze stupefacenti.

L’operazione dei carabinieri ha portato all’arresto di Bruno Lazzaro, 28 anni, di Chivasso, del fratello Enrico, 21 anni, di Davide Gioffre’, 21 anni,  pure lui di Chivasso,  Arcangelo Cuzzupi, 21 anni, di Volpiano. Tre complici dell’organizzazione  sono stati sottoposti all’obbligo di dimora e firma (Francesco Ilacqua, 38 anni, di Chivasso, Sebastiano Di Maiolo, 20 anni, di Chivasso, e  Luciano Ilacqua,  29 anni, di Chivasso).

La banda - stando agli inquirenti - da qualche tempo era diventata il punto di riferimento per l’acquisto di cocaina e marijuana. Le ordinazioni avvenivano tramite telefono, sms o messaggi vocali con WhatsApp. Per  sfuggire a eventuali intercettazioni telefoniche, la banda  utilizzava un linguaggio criptico.
Nel corso delle indagini, i militari sono riusciti a ricostruire nel dettaglio la mappa dello spaccio della banda. E grazie a pedinamenti e a intercettazioni, sono riusciti a identificare il maggiore cliente del sodalizio che sarebbe proprio un giovane benestante del Biellese.
V.Ca.

CHIVASSO - Arrivavano da Biella e dal Vercellese i migliori clienti della gang di presunti spacciatori di cocaina (ma anche di marijuana) smantellata l’altro giorno dai carabinieri di Chivasso coordinati dal capitano Pierluigi Bogliacino. In tutto sono state arrestate sette persone in esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice delle indagini preliminari di Ivrea. Altre quattro sono state solo denunciate

Il gruppo criminale, guidato  da due fratelli, deteneva il monopolio dello spaccio di droga nel Chivassese, soprattutto a studenti, anche minorenni. La banda distribuiva circa 200 grammi di cocaina purissima al mese, circa 600 dosi al dettaglio. Nel corso dell’operazione, i carabinieri hanno eseguito undici perquisizioni, una delle quali nel Biellese e più precisamente a Salussola dove risiederebbe il punto di riferimento della gang nella nostra provincia. Al termine del blitz, decine di clienti sono stati segnalati alla Prefettura di Torino per uso di sostanze stupefacenti.

L’operazione dei carabinieri ha portato all’arresto di Bruno Lazzaro, 28 anni, di Chivasso, del fratello Enrico, 21 anni, di Davide Gioffre’, 21 anni,  pure lui di Chivasso,  Arcangelo Cuzzupi, 21 anni, di Volpiano. Tre complici dell’organizzazione  sono stati sottoposti all’obbligo di dimora e firma (Francesco Ilacqua, 38 anni, di Chivasso, Sebastiano Di Maiolo, 20 anni, di Chivasso, e  Luciano Ilacqua,  29 anni, di Chivasso).

La banda - stando agli inquirenti - da qualche tempo era diventata il punto di riferimento per l’acquisto di cocaina e marijuana. Le ordinazioni avvenivano tramite telefono, sms o messaggi vocali con WhatsApp. Per  sfuggire a eventuali intercettazioni telefoniche, la banda  utilizzava un linguaggio criptico.
Nel corso delle indagini, i militari sono riusciti a ricostruire nel dettaglio la mappa dello spaccio della banda. E grazie a pedinamenti e a intercettazioni, sono riusciti a identificare il maggiore cliente del sodalizio che sarebbe proprio un giovane benestante del Biellese.
V.Ca.