Omicidio di Santhià: ergastolo a Manavella

Omicidio di Santhià: ergastolo a Manavella
28 Aprile 2015 ore 18:01

E’ stato condannato all’ergastolo, Lorenzo Manavella, 25 anni, di Santhià, che il 16 maggio dell’anno scorso ha ucciso nonni e zia prima di scappare e di essere rintracciato dalla polizia nei pressi di Venezia. Manavella, noto pallavolista (difeso dall’avvocato Roberta Formica), era accusato dell’omicidio dei nonni Tullio e Giuseppina, 85 e 78 anni, e della zia Patrizia, 56 anni. La perizia non aveva lasciato spazio a dubbi: Manavella, quella notte, era in grado di intendere e volere. Il legale ha annunciato che ricorrerà in appello dopo aver letto le motivazioni della sentenza. C’era da aspettarselo. Il triplice delitto è stato commesso con una brutalità senza senso. Manavella era presente in aula, ma non ha proferito parola: è rimasto in silenzio sino alla fine. Neppure ha battuto ciglio alla lettura ella sentenza.

I nonni, da tutti stimati in città, erano a casa, insieme alla figlia Patrizia. Lorenzo era stato a una festa con gli amici. Ha bisogno di soldi per comprare la droga. Ha sempre adorato i nonni che lo hanno allevato. Eppure quella notte si trasforma in una furia. Il nonno si sveglia e viene ucciso. Poi il giovane si accanisce anche sulla nonna. Va infine dalla zia e uccide anche lei. La fuga è quella di uno sbandato. in bici raggiunge la stazione e sale su un treno diretto a Venezia dove, con i vestiti ancora sporchi di sangue, si consegnerà alla polizia.

V.Ca.

E’ stato condannato all’ergastolo, Lorenzo Manavella, 25 anni, di Santhià, che il 16 maggio dell’anno scorso ha ucciso nonni e zia prima di scappare e di essere rintracciato dalla polizia nei pressi di Venezia. Manavella, noto pallavolista (difeso dall’avvocato Roberta Formica), era accusato dell’omicidio dei nonni Tullio e Giuseppina, 85 e 78 anni, e della zia Patrizia, 56 anni. La perizia non aveva lasciato spazio a dubbi: Manavella, quella notte, era in grado di intendere e volere. Il legale ha annunciato che ricorrerà in appello dopo aver letto le motivazioni della sentenza. C’era da aspettarselo. Il triplice delitto è stato commesso con una brutalità senza senso. Manavella era presente in aula, ma non ha proferito parola: è rimasto in silenzio sino alla fine. Neppure ha battuto ciglio alla lettura ella sentenza.

I nonni, da tutti stimati in città, erano a casa, insieme alla figlia Patrizia. Lorenzo era stato a una festa con gli amici. Ha bisogno di soldi per comprare la droga. Ha sempre adorato i nonni che lo hanno allevato. Eppure quella notte si trasforma in una furia. Il nonno si sveglia e viene ucciso. Poi il giovane si accanisce anche sulla nonna. Va infine dalla zia e uccide anche lei. La fuga è quella di uno sbandato. in bici raggiunge la stazione e sale su un treno diretto a Venezia dove, con i vestiti ancora sporchi di sangue, si consegnerà alla polizia.

V.Ca.

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