LOTTA ALLO SPOPOLAMENTO

Oltre 600mila euro a 12 comuni biellesi per rilanciare le attività dell'entroterra

Dai 33mila euro di Piedicavallo ai 90mila di Pray. Ecco come lo stato ha ripartito i 210milioni di euro a 3000 comuni fino a 5mila abitanti

Oltre 600mila euro a 12 comuni biellesi per rilanciare le attività dell'entroterra
Cronaca Grande Biella, 07 Dicembre 2020 ore 15:40

E'  stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto che ripartisce tra circa 3mila piccoli comuni italiani montani o di aree interne, con popolazione fino a 5mila abitanti, 210milioni di fondi   destinate al sostegno delle attività economiche, artigianali e commerciali. Dodici i comuni biellesi.

Alla provincia di Biella sono destinati oltre 600mila euro spalmati in tre tranche (2020, 2021 e 2022) e assegnati a 12 comuni del Biellese. In particolare si tratta di:

Piedicavallo, 178 abitanti, 33.239 euro, pari a 187 euro pro capite

Caprile, 190 abitanti, 33.594 euro, pari a 177 euro pro capite

Ailoche, 327 abitanti, 37.641 euro, pari a 115 euro pro capite

Vlla del Bosco, 335 abitanti, 37.877 euro, pari a 113 euro pro capite

Veglio, 477 abitanti, 42.072 euro, pari a 88 euro pro capite

Curino, 481 abitanti, 42.190 euro, pari a 88 euro pro capite

Sostegno, 769 abitanti, 50.697 euro, pari a 66 euro pro capite

Netro, 972 abitanti, 56.694 euro, pari a 58 euro pro capite

Portula, 1192 abitanti, 63.193 euro, pari a 53 euro pro capite

Crevacuore, 1498 abitanti, 72.232 euro, pari a 48 euro pro capite

Coggiola, 1801 abitanti, 81.183 euro, pari a 45 euro pro capite

Pray, 2113 abitanti, 90.399 euro, pari a 43 euro pro capite

Risorse che le attività economiche che le riceveranno dai loro comuni dovranno investire nei primi 6 mesi 2021

Il Fondo verrà trasferito nei prossimi giorni dal Dipartimento della Coesione: 210 milioni di euro per 3.100 Comuni italiani. Le risorse disponibili sono state previste nella legge di bilancio dello Stato 2020. Il Decreto di riparto delle risorse ai Comuni è stato firmato dal Presidente del Consiglio il 24 settembre. La Corte dei Conti ha sbloccato le assegnazioni solo nei giorni scorsi e il 4 dicembre il Dpcm relativo al Fondo è andato in Gazzetta Ufficiale. I Comuni, per la prima annualità delle risorse (che poi saranno assegnate in una seconda e terza tranche nel 2021 e nel 2022) avranno modo nei prossimi giorni di fare il bando per le imprese, secondo le modalità peculiari per ciascun Ente, così da assegnare le risorse. Entro i primi sei mesi del 2021 le attività economiche dovranno investire le quote loro assegnate dalle Amministrazioni comunali. Le erogazioni sono cumulabili con altre risorse messe a disposizione direttamente dai Comuni o dalla Regione, o con altre misure nazionali ed europee.

Come dovranno essere impiegati i soldi stanziati dai comuni

Fondamentale - come scritto da Uncem ai Comuni stamani e come rilevato anche nel bando-tipo trasmesso agli Enti - generare sviluppo economico, contrastare abbandono e desertificazone, aumentare la competitività delle imprese. I Comuni potranno, tramite procedura pubblica, erogare alle imprese dei contributi a fondo perduto per spese di gestione; oppure richiedere iniziative che agevolino la ristrutturazione, l'ammodernamento, l'ampliamento per innovazione di prodotto e di processo delle attività artigianali e commerciali, incluse le innovazioni tecnologiche indotte dalla digitalizzazione dei processi di marketing on-line e di vendita a distanza. I Comuni potranno attribuire alle imprese contributi a fondo perduto per l'acquisto di macchinari, impianti, arredi e attrezzature varie, per investimenti immateriali, per opere murarie e impiantistiche necessarie per l'installazione e il collegamento dei macchinari e dei nuovi impianti produttivi acquisiti.

"È un fondo molto importante - evidenziano Roberto Colombero, Presidente Uncem Piemonte, e i Vicepresidenti Igor De Santis e Matteo Passuello - Andrà a rafforzare gli interventi pubblici della Strategia Nazionale per le Aree Interne nelle quattro aree pilota piemontesi, e includerà moltissimi altri Comuni. Gli Enti faranno il bando e le imprese commerciali e artigianali riceveranno le risorse per gli interventi previsti. Ogni Comune potrà organizzare il bando con i criteri che ritiene più utili, a seconda delle necessità. Uncem è da subito a fianco dei Sindaci in questo processo".

"Abbiamo già inviato agli Enti un modello di bando - aggiunge Marco Bussone, Presidente nazionale Uncem - Ciascuno dei 405 Comuni piemontesi e 3.100 italiani potrà adattarlo come meglio ritiene. Da tempo aspettavamo questo stanziamento. 210 milioni sono preziosi e vanno gestiti con efficacia. Non mancheranno lungimiranza e capacità di leggere la realtà, nei Sindaci e nelle Amministrazioni locali".