Nuova tecnologia per rubare nelle auto

Nuova tecnologia per rubare nelle auto
14 Aprile 2015 ore 08:50

Gli antifurti elettronici per le automobili non sono più al sicuro. I ladri ora usano un nuovo strumento, uno “jammer”, aggeggio a sei antenne, delle dimensioni di una scatoletta, in grado di intercettare i meccanismi di chiusura elettronica, grazie al quale i ladri possono aprire l’auto senza sforzo, svuotare in un batter d’ali l’abitacolo degli oggetti di valore e smontare qualsiasi navigatore in soli sessanta secondi.

La dimostrazione di quanto sia efficace il nuovo dispositivo e di quanto un caffé in un autogrill possa costare parecchio caro, l’hanno messa in pratica le “Iene” l’altra sera su Italia Uno grazie anche all’aiuto di un biellese, Alessandro Santimone, titolare della “Crew Investigazioni” di Torino, che collabora con la società – la “Spy Gate” – che commercializza gli “jammer” a enti governativi o militari in quanto il porto di tale strumento, per il semplice cittadino, è illegale. Nelle immagini del servizio, della durata di circa tre minuti e mezzo, compare anche Santimone. 

La iena Cizco ha prima aperto diverse auto nel parcheggio di un supermercato, fino a beccarne una molto lussuosa fuori da un autogrill contenente soldi, documenti e, sul sedile posteriore, persino un computer portatile di valore. Il tutto lasciato incustodito in quanto la portiera era rimasta aperta per colpa delle interferenze dello “jammer” nonostante il proprietario, dopo aver pigiato per bene il bottone del telecomando, fosse convinto d’averla chiusa. Un vero e proprio sistema per difendersi dallo “jammer” non c’è, ma tra i consigli che lo stesso servizio delle Iene ha provato a dare c’è quello di controllare sempre che gli sportelli si siano chiusi davvero. Essere certi che le frecce abbiano lampeggiato potrebbe già bastare.

Valter Caneparo

Gli antifurti elettronici per le automobili non sono più al sicuro. I ladri ora usano un nuovo strumento, uno “jammer”, aggeggio a sei antenne, delle dimensioni di una scatoletta, in grado di intercettare i meccanismi di chiusura elettronica, grazie al quale i ladri possono aprire l’auto senza sforzo, svuotare in un batter d’ali l’abitacolo degli oggetti di valore e smontare qualsiasi navigatore in soli sessanta secondi.

La dimostrazione di quanto sia efficace il nuovo dispositivo e di quanto un caffé in un autogrill possa costare parecchio caro, l’hanno messa in pratica le “Iene” l’altra sera su Italia Uno grazie anche all’aiuto di un biellese, Alessandro Santimone, titolare della “Crew Investigazioni” di Torino, che collabora con la società – la “Spy Gate” – che commercializza gli “jammer” a enti governativi o militari in quanto il porto di tale strumento, per il semplice cittadino, è illegale. Nelle immagini del servizio, della durata di circa tre minuti e mezzo, compare anche Santimone. 

La iena Cizco ha prima aperto diverse auto nel parcheggio di un supermercato, fino a beccarne una molto lussuosa fuori da un autogrill contenente soldi, documenti e, sul sedile posteriore, persino un computer portatile di valore. Il tutto lasciato incustodito in quanto la portiera era rimasta aperta per colpa delle interferenze dello “jammer” nonostante il proprietario, dopo aver pigiato per bene il bottone del telecomando, fosse convinto d’averla chiusa. Un vero e proprio sistema per difendersi dallo “jammer” non c’è, ma tra i consigli che lo stesso servizio delle Iene ha provato a dare c’è quello di controllare sempre che gli sportelli si siano chiusi davvero. Essere certi che le frecce abbiano lampeggiato potrebbe già bastare.

Valter Caneparo

 

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