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L'INCHIESTA

"Non siamo furbetti del vaccino" e il presidente Avis Biella consegna le liste in procura

Lorenzo Tivelli: "Abbiamo cercato di avvertire i nostri soci donatori, ma non era possibile farlo singolarmente e alcuni si erano già vaccinati nonostante il dietrofront dell'Asl"

"Non siamo furbetti del vaccino" e il presidente Avis Biella consegna le liste in procura
Cronaca Biella Città, 09 Febbraio 2021 ore 13:43

E' stato convocato in procura e ha consegnato alla polizia giudiziaria gli elenchi dei soci donatori di sangue Avis il presidente della sezione biellese Lorenzo Tivelli, finito nel tritacarne mediatico-giudiziario dell'inchiesta sui cosiddetti "furbetti del vaccino".

La spiegazione del presidente Avis Lorenzo Tivelli: "Il termine furbetti non può essere associato ai nostri valori"

Tivelli tuttavia replica alle insinuazioni circolate nei giorni scorsi e precisa: "Spiace vedere associato ai nostri valori di solidarietà, impegno civile e altruismo silenzioso il termine furbetti. Il nostro impegno e la nostra correttezza è ferma e scritta in quasi cento anni di storia, non sarà un titolo un po' fuorviante a fermare il nostro impegno. Troppe persone attendono una sacca preziosa!".

"Apprendiamo che un volontario AVIS si è autodenunciato per aver ricevuto il vaccino - aggiunge Tivelli -  Premettendo che ogni libero cittadino è nelle facoltà di compiere gli atti che maggiormente lo tutelino, è altrettanto giusto precisare che il nome dei volontari AVIS e in generale dei donatori di sangue non può essere accostato al termine FURBETTI".

Solo un errore interpretativo di "volontari attivi"

"Per un errore interpretativo del termine "volontari attivi" - prosegue la nota di Tivelli - anche i volontari donatori sono stati erroneamente convocati a ricevere il vaccino prenotandosi con un form che non richiedeva di specificare la categoria (es volontario o donatore). Nel tardo pomeriggio del 13 gennaio, arrivata la precisazione sulla errata interpretazione "volontariato attivo", sono state interrotte le vaccinazioni e il giorno successivo tramite comunicati stampa e social Asl e AVIS hanno dato evidenza del malinteso invitando i donatori a non presentarsi perché sarebbero stati respinti".

"Impossibile avvertire i singoli interessati che l'Asl aveva fatto dietrofront"

"Purtroppo non si poteva sapere - conclude Tivelli - dato che il form di prenotazione non lo includeva, quanti donatori avessero già prenotato l'appuntamento ed era impossibile avvertite singolarmente gli interessati. Una lettera di spiegazioni a firma del dott. F. D'Aloia veniva consegnato ai volontari che non avendo appreso mezzo stampa del malinteso si fossero comunque presentati. Nel tempo precedente alla precisazione e allo stop alcuni volontari si sono sottoposti al vaccino ( e hanno completato il richiamo per ovvie ragioni sanitarie), ma lo ha fatto in totale buona fede con una convocazione da parte dell'associazione a cui appartengono".