“Non ho investito Federico”. Scarcerato

“Non ho investito Federico”. Scarcerato
14 Ottobre 2014 ore 19:55

Sono stati concessi gli arresti domiciliari ad Andrea Alciato, 21 anni, di Coggiola, il giovane accusato d’aver travolto e ucciso Federico Chiarelli, 19 anni, davanti alla sua abitazione di via Garibaldi e poi di aver premuto sull’acceleratore senza fermarsi a soccorrere il ragazzo. Il giudice, Roberto Angelini, dopo aver convalidato il fermo di Polizia giudiziaria effettuato dai carabinieri, ha optato per un’esigenza cautelare più mite nonostante l’opposizione da parte del procuratore Giorgio Reposo, pur ravvisando, nella sua ordinanza, i gravi indizi di colpevolezza nei confronti dell’indagato. Nel corso dell’interrogatorio di garanzia, affiancato dai suoi legali, l’avvocato Carlo Boggio Marzet e il suo collega Roberto Gatti (per l’assicurazione Axa), Andrea Alciato ha raccontato d’aver urtato qualcosa che si trovava a terra e che non ha avuto per nessun motivo la percezione che si trattasse di una persona o anche solo di un animale, ma di qualcosa di inanimato. Ha quindi proseguito la sua corsa fino a casa dove ha controllato gli eventuali danni ravvisando la sola rottura del fanale fendinebbia sul lato sinitro e una una impercettibile ammaccatura, nulla che potesse far sospettare che ad essere investita fosse stata una persona.

TUTTI I PARTICOLARI LI POTRETE TROVARE SUL NUMERPO DI GIOVEDì DI ECO DI BIELLA IN EDICOLA

Sono stati concessi gli arresti domiciliari ad Andrea Alciato, 21 anni, di Coggiola, il giovane accusato d’aver travolto e ucciso Federico Chiarelli, 19 anni, davanti alla sua abitazione di via Garibaldi e poi di aver premuto sull’acceleratore senza fermarsi a soccorrere il ragazzo. Il giudice, Roberto Angelini, dopo aver convalidato il fermo di Polizia giudiziaria effettuato dai carabinieri, ha optato per un’esigenza cautelare più mite nonostante l’opposizione da parte del procuratore Giorgio Reposo, pur ravvisando, nella sua ordinanza, i gravi indizi di colpevolezza nei confronti dell’indagato. Nel corso dell’interrogatorio di garanzia, affiancato dai suoi legali, l’avvocato Carlo Boggio Marzet e il suo collega Roberto Gatti (per l’assicurazione Axa), Andrea Alciato ha raccontato d’aver urtato qualcosa che si trovava a terra e che non ha avuto per nessun motivo la percezione che si trattasse di una persona o anche solo di un animale, ma di qualcosa di inanimato. Ha quindi proseguito la sua corsa fino a casa dove ha controllato gli eventuali danni ravvisando la sola rottura del fanale fendinebbia sul lato sinitro e una una impercettibile ammaccatura, nulla che potesse far sospettare che ad essere investita fosse stata una persona.

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