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Nessuna truffa, assolto Torromino

Nessuna truffa, assolto Torromino
Cronaca 16 Marzo 2016 ore 14:52

BIELLA - C’era anche Giuseppe Torromino, 28 anni, l’attuale attaccante del Crotone di serie B (prima in classifica in attesa della partita di stasera del Cagliari, dietro di un punto, con il Perugia) ed ex della Biellese per due stagioni, tra gli imputati di un processo per una presunta truffa immobiliare giunto a sentenza nei giorni scorsi in tribunale a Biella. Era difeso dall’avvocato Andrea Conz.

Al centro dell’attenzione c’era la società edile di famiglia, la Sas Costruzioni & C, di cui era gestore di fatto il padre del calciatore, Santino Torromino (difeso dagli avvocati Francesco Maimone e Cristian Conz). Tra gli imputati c’era anche lo zio Alfredo, e una quarta socia, Rossella Cordaro (difesi  dagli avvocati Ughetta Portaluppi di Torino e Ugo Fogliano). Giuseppe Torromino, lo zio e la donna, erano sostanzialmente solo soci nominali dell’impresa. Alla fine sono stati tutti assolti con la formula più ampia possibile “perché il fatto non sussiste”, dal giudice Pietro Brovarone.

I fatti risalgono al mese di settembre del 2008. A tirare in ballo i soci dell’impresa edile, erano stati un carabinieri e un Vigile del fuoco (si è costituito parte civile solo quest’ultimo con l’avvocato Francesca Grosso) che si erano affidati alla società dei Torromino per la costruzione di un complesso di palazzine a Candelo. I due avevano già versato, a titolo di acconto, uno 28mila euro, l’altro una cifra molto vicina. Alla fine le palazzine non erano state realizzate e i due acquirenti avevano perso la caparra che era stata restituita solo in parte. Era così partita la denuncia per truffa.

Come ha evidenziato nella sua arringa l’avvocato Andrea Conz, mancavano gli elementi fondamentali della truffa e cioé gli “artifizi e raggiri” con i quali fregare in questo caso i soldi delle caparre. Mancava altresì il meccanismo dell’induzione in errore. La società dei Torromino aveva realizzato già altri immobili e non c’erano stati problemi. Nel caso specifico, era subentrata la pesante crisi economica, un investimento era risultato sbagliato e le banche avevano levato i fidi dando il colpo di grazia all’impresa che si era così trovata, come si suol dire, in brache di tela.

Giuseppe Torromino ha ancora parecchi amici in città e non è raro che torni a far loro visita. Nelle due stagioni nelle fila della Biellese (dal 2007 al 2009), l’attaccante aveva segnato 14 reti in 54 presenze.

V.Ca.

BIELLA - C’era anche Giuseppe Torromino, 28 anni, l’attuale attaccante del Crotone di serie B (prima in classifica in attesa della partita di stasera del Cagliari, dietro di un punto, con il Perugia) ed ex della Biellese per due stagioni, tra gli imputati di un processo per una presunta truffa immobiliare giunto a sentenza nei giorni scorsi in tribunale a Biella. Era difeso dall’avvocato Andrea Conz.

Al centro dell’attenzione c’era la società edile di famiglia, la Sas Costruzioni & C, di cui era gestore di fatto il padre del calciatore, Santino Torromino (difeso dagli avvocati Francesco Maimone e Cristian Conz). Tra gli imputati c’era anche lo zio Alfredo, e una quarta socia, Rossella Cordaro (difesi  dagli avvocati Ughetta Portaluppi di Torino e Ugo Fogliano). Giuseppe Torromino, lo zio e la donna, erano sostanzialmente solo soci nominali dell’impresa. Alla fine sono stati tutti assolti con la formula più ampia possibile “perché il fatto non sussiste”, dal giudice Pietro Brovarone.

I fatti risalgono al mese di settembre del 2008. A tirare in ballo i soci dell’impresa edile, erano stati un carabinieri e un Vigile del fuoco (si è costituito parte civile solo quest’ultimo con l’avvocato Francesca Grosso) che si erano affidati alla società dei Torromino per la costruzione di un complesso di palazzine a Candelo. I due avevano già versato, a titolo di acconto, uno 28mila euro, l’altro una cifra molto vicina. Alla fine le palazzine non erano state realizzate e i due acquirenti avevano perso la caparra che era stata restituita solo in parte. Era così partita la denuncia per truffa.

Come ha evidenziato nella sua arringa l’avvocato Andrea Conz, mancavano gli elementi fondamentali della truffa e cioé gli “artifizi e raggiri” con i quali fregare in questo caso i soldi delle caparre. Mancava altresì il meccanismo dell’induzione in errore. La società dei Torromino aveva realizzato già altri immobili e non c’erano stati problemi. Nel caso specifico, era subentrata la pesante crisi economica, un investimento era risultato sbagliato e le banche avevano levato i fidi dando il colpo di grazia all’impresa che si era così trovata, come si suol dire, in brache di tela.

Giuseppe Torromino ha ancora parecchi amici in città e non è raro che torni a far loro visita. Nelle due stagioni nelle fila della Biellese (dal 2007 al 2009), l’attaccante aveva segnato 14 reti in 54 presenze.

V.Ca.