Muore dopo lo schianto con un trattore

Muore dopo lo schianto con un trattore
Cronaca 10 Settembre 2016 ore 12:33

Tragedia ieri pomeriggio, lungo il tratto di superstrada che collega Vigliano a Biella-Chiavazza. Un'auto, una Suzuxy SX4 è finita contro un trattore con rimorchio. Il conducente della vettura, Cristiano Signori, 35 anni, di Tavigliano, è morto poco dopo essere arrivato in ospedale a Ponderano. Le lesioni e le ferite riportate erano troppo gravi e il suo cuore non ce l’ha fatta. Sotto shock, invece, il conducente del trattore, Franco Mello Grand, 43 anni, di Sandigliano, rimasto illeso. «Ho sentito un colpo fortissimo - ha raccontato - pensavo fosse esploso un copertone. Sono sceso e mi sono trovato davanti a quella scena raccapricciante». Nei confronti di Mello Grand con ogni probabilità scatterà l’accusa di omicidio colposo. Un atto dovuto, un reato che viene contestato ogni qual volta si verifichi un incidente stradale mortale. L’incidente è successo intorno alle 16.30. Mello Grand si stava dirigendo verso Biella, a bordo del trattore dell’azienda agricola per cui lavora. Trasportava un enorme carico di cereali. «Stavo viaggiando tranquillo nella corsia di destra quando ho sentito quel botto - ha raccontato Mello Grand ai Carabinieri - sono sceso e ho visto cosa era appena successo. Ho chiesto immediatamente aiuto». Scattato l’allarme sono arrivate due pattuglie dei carabinieri, un’ambulanza medicalizzata del 118 e i Vigili del fuoco. L’impatto tra la Suzuki, l’auto aziendale che utilizzava Cristiano Signori, e il trattore è stato fortissimo: le lamiere della vettura si sono accartocciate e l’automobilista è rimasto imprigionato nell’abitacolo. Sono stati i Vigili del fuoco ad estrarre Cristiano Signori dal veicolo e consegnarlo alle cure del personale medico. Aveva perso conoscenza, ma il suo cuore batteva ancora. E’ stato fatto intervenire anche l’elisoccorso regionale del 118. Le condizioni dell’uomo, però, erano così gravi che non sarebbe riuscito a sopravvivere al viaggio aereo fino al centro traumatologico di Torino. Cristiano Signori è stato quindi portato con l’ambulanza in ospedale a Ponderano. Ogni disperato tentativo da parte del personale medico di salvargli la vita si è alla fine rivelato inutile: l’uomo è morto poco dopo il suo ingresso al pronto soccorso, lasciando nel dolore più profondo la famiglia e gli affetti più cari. Nella vita lavorava come meccanico alla AutoJunior, il concessionario Suzuky di Chiavazza. Prima aveva lavorato per diversi anni alla Audi a Gaglianico. «Era un bravo ragazzo, un gran lavoratore e amava le automobili, soprattutto di grossa cilindrata» ricorda commosso un suo ex collega. Durante le operazioni di soccorso e la rimozione dei veicoli dalla strada (per spostare l’auto, che non era più marciante è dovuto intervenire un carroattrezzi) il tratto della superstrada in cui è avvenuto l’incidente è stato chiuso al traffico, in entrambe le direzioni per permettere l’avvicinamento del mezzo aereo al luogo dell’incidente. Inevitabile il formarsi di lunghe code, fino a che le forze dell’ordine non hanno permesso agli automobilisti di invertire il senso di marcia e uscire contromano dalla superstrada. Shama Ciocchetti 

Tragedia ieri pomeriggio, lungo il tratto di superstrada che collega Vigliano a Biella-Chiavazza. Un'auto, una Suzuxy SX4 è finita contro un trattore con rimorchio. Il conducente della vettura, Cristiano Signori, 35 anni, di Tavigliano, è morto poco dopo essere arrivato in ospedale a Ponderano. Le lesioni e le ferite riportate erano troppo gravi e il suo cuore non ce l’ha fatta. Sotto shock, invece, il conducente del trattore, Franco Mello Grand, 43 anni, di Sandigliano, rimasto illeso. «Ho sentito un colpo fortissimo - ha raccontato - pensavo fosse esploso un copertone. Sono sceso e mi sono trovato davanti a quella scena raccapricciante». Nei confronti di Mello Grand con ogni probabilità scatterà l’accusa di omicidio colposo. Un atto dovuto, un reato che viene contestato ogni qual volta si verifichi un incidente stradale mortale. L’incidente è successo intorno alle 16.30. Mello Grand si stava dirigendo verso Biella, a bordo del trattore dell’azienda agricola per cui lavora. Trasportava un enorme carico di cereali. «Stavo viaggiando tranquillo nella corsia di destra quando ho sentito quel botto - ha raccontato Mello Grand ai Carabinieri - sono sceso e ho visto cosa era appena successo. Ho chiesto immediatamente aiuto». Scattato l’allarme sono arrivate due pattuglie dei carabinieri, un’ambulanza medicalizzata del 118 e i Vigili del fuoco. L’impatto tra la Suzuki, l’auto aziendale che utilizzava Cristiano Signori, e il trattore è stato fortissimo: le lamiere della vettura si sono accartocciate e l’automobilista è rimasto imprigionato nell’abitacolo. Sono stati i Vigili del fuoco ad estrarre Cristiano Signori dal veicolo e consegnarlo alle cure del personale medico. Aveva perso conoscenza, ma il suo cuore batteva ancora. E’ stato fatto intervenire anche l’elisoccorso regionale del 118. Le condizioni dell’uomo, però, erano così gravi che non sarebbe riuscito a sopravvivere al viaggio aereo fino al centro traumatologico di Torino. Cristiano Signori è stato quindi portato con l’ambulanza in ospedale a Ponderano. Ogni disperato tentativo da parte del personale medico di salvargli la vita si è alla fine rivelato inutile: l’uomo è morto poco dopo il suo ingresso al pronto soccorso, lasciando nel dolore più profondo la famiglia e gli affetti più cari. Nella vita lavorava come meccanico alla AutoJunior, il concessionario Suzuky di Chiavazza. Prima aveva lavorato per diversi anni alla Audi a Gaglianico. «Era un bravo ragazzo, un gran lavoratore e amava le automobili, soprattutto di grossa cilindrata» ricorda commosso un suo ex collega. Durante le operazioni di soccorso e la rimozione dei veicoli dalla strada (per spostare l’auto, che non era più marciante è dovuto intervenire un carroattrezzi) il tratto della superstrada in cui è avvenuto l’incidente è stato chiuso al traffico, in entrambe le direzioni per permettere l’avvicinamento del mezzo aereo al luogo dell’incidente. Inevitabile il formarsi di lunghe code, fino a che le forze dell’ordine non hanno permesso agli automobilisti di invertire il senso di marcia e uscire contromano dalla superstrada. Shama Ciocchetti