Cronaca

Mons. Sacchi: don Giordano si fermi prima che sia troppo tardi

Mons. Sacchi: don Giordano si fermi prima che sia troppo tardi
Cronaca 12 Agosto 2016 ore 16:18

"Il vescovo aveva invitato ad accogliere la sospensione nel silenzio, nella riflessione, nella preghiera è nella conversione, ma evidentemente queste raccomandazioni non sono state ascoltate. Don Giordano dovrebbe fermarsi prima che sia troppo tardi". In un'intervista al bisettimanale diocesano il Biellese pubblicata stamane il vicario generale della Diocesi mons. Gianni Sacchi entra nel merito della sospensione di sei mesi inflitta a don Andrea Giordano dal l'esercizio pubblico del ministero sacerdotale a seguito delle prese di posizione sulla vicenda di un prete pedofilo biellese rientrato da una missione in Sudamerica, con accuse di "copertura" al vescovo e ad altri preti diocesani. "Il problema - dice don Sacchi - non è l'espressione di un dissenso ma il modo in cui questo è stato manifestato usando epiteti diffamatori e offensivi non solo nei confronti del vescovo definito 'inetto', 'faraone', 'pinocchio', ma anche nei confronti di alcuni sacerdoti, come il direttore della Caritas don Giovanni Perini, chiamato 'nano della carità'".

"Il vescovo aveva invitato ad accogliere la sospensione nel silenzio, nella riflessione, nella preghiera è nella conversione, ma evidentemente queste raccomandazioni non sono state ascoltate. Don Giordano dovrebbe fermarsi prima che sia troppo tardi". In un'intervista al bisettimanale diocesano il Biellese pubblicata stamane il vicario generale della Diocesi mons. Gianni Sacchi entra nel merito della sospensione di sei mesi inflitta a don Andrea Giordano dal l'esercizio pubblico del ministero sacerdotale a seguito delle prese di posizione sulla vicenda di un prete pedofilo biellese rientrato da una missione in Sudamerica, con accuse di "copertura" al vescovo e ad altri preti diocesani. "Il problema - dice don Sacchi - non è l'espressione di un dissenso ma il modo in cui questo è stato manifestato usando epiteti diffamatori e offensivi non solo nei confronti del vescovo definito 'inetto', 'faraone', 'pinocchio', ma anche nei confronti di alcuni sacerdoti, come il direttore della Caritas don Giovanni Perini, chiamato 'nano della carità'".

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