Minaccia volontario del 118 con un collo di bottiglia rotto

Minaccia volontario del 118 con un collo di bottiglia rotto
Cronaca 14 Gennaio 2017 ore 16:48

E’ balzato ancora una volta alla ribalta della cronaca. E sempre per lo stesso motivo: quando beve ne combina di tutti i colori. Sono ormai decine le denunce che ha collezionato. Eppure non c’è verso di fargli cambiare le brutte abitudini, quelle di bere troppo e di andare in giro barcollando mettendo in pericolo se stesso e le auto in circolazione nonché di prendersela con chiunque incontra lungo il cammino. Ogni volta che accade, la centrale dei carabinieri viene tempestata da decine di telefonate di automobilisti che si sono trovati davanti quell’uomo dall’andatura inequivocabile che rischia di essere investito. Stavolta, Manuel Mazzolla, 36 anni, di Cerrione, con una sfilza lunga così di precedenti alle spalle, l’ha fatta davvero grossa quantomeno sotto l’aspetto umano: ha minacciato con un grosso coccio di bottiglia un volontario della Croce rossa, di 53 anni, che voleva soltanto dargli una mano.

L’uomo è stato così per l’ennesima volta denunciato. Eppure era stato lui stesso a chiedere aiuto. Ancora una volta si era ubriacato per bene. Un dolore lancinante alla pancia, l’ha convinto a comporre il numero del “118”. Ma quando i volontari sono arrivati, invece di farsi aiutare, Mazzolla sarebbe montato su tutte le furie. Avrebbe quindi spaccato una bottiglia e avrebbe minacciato il volontario della Croce rossa.

Nei guai. A riportarlo alla calma sono stati i carabinieri che l’hanno convinto a salire sull’ambulanza per farsi portare in ospedale dove, passata la ciucca, Mazzolla è tornato in circolazione. Non prima però di essere stato denunciato per minacce aggravate a incaricato di pubblico servizio.

Impressionante, a conti fatti, il costo sociale di questo personaggio se si considera il numero incredibile di interventi da parte dei soccorritori, delle forze dell’ordine e dei sanitari dell’ospedale dove ogni volta Mazzolla viene portato a smaltire la sbronza. Negli ultimi due anni, l’uomo è stato capace di collezionare almeno una cinquantina di denunce e di segnalazioni varie. E sempre per colpa dell’alcol.

V.Ca.

E’ balzato ancora una volta alla ribalta della cronaca. E sempre per lo stesso motivo: quando beve ne combina di tutti i colori. Sono ormai decine le denunce che ha collezionato. Eppure non c’è verso di fargli cambiare le brutte abitudini, quelle di bere troppo e di andare in giro barcollando mettendo in pericolo se stesso e le auto in circolazione nonché di prendersela con chiunque incontra lungo il cammino. Ogni volta che accade, la centrale dei carabinieri viene tempestata da decine di telefonate di automobilisti che si sono trovati davanti quell’uomo dall’andatura inequivocabile che rischia di essere investito. Stavolta, Manuel Mazzolla, 36 anni, di Cerrione, con una sfilza lunga così di precedenti alle spalle, l’ha fatta davvero grossa quantomeno sotto l’aspetto umano: ha minacciato con un grosso coccio di bottiglia un volontario della Croce rossa, di 53 anni, che voleva soltanto dargli una mano.

L’uomo è stato così per l’ennesima volta denunciato. Eppure era stato lui stesso a chiedere aiuto. Ancora una volta si era ubriacato per bene. Un dolore lancinante alla pancia, l’ha convinto a comporre il numero del “118”. Ma quando i volontari sono arrivati, invece di farsi aiutare, Mazzolla sarebbe montato su tutte le furie. Avrebbe quindi spaccato una bottiglia e avrebbe minacciato il volontario della Croce rossa.

Nei guai. A riportarlo alla calma sono stati i carabinieri che l’hanno convinto a salire sull’ambulanza per farsi portare in ospedale dove, passata la ciucca, Mazzolla è tornato in circolazione. Non prima però di essere stato denunciato per minacce aggravate a incaricato di pubblico servizio.

Impressionante, a conti fatti, il costo sociale di questo personaggio se si considera il numero incredibile di interventi da parte dei soccorritori, delle forze dell’ordine e dei sanitari dell’ospedale dove ogni volta Mazzolla viene portato a smaltire la sbronza. Negli ultimi due anni, l’uomo è stato capace di collezionare almeno una cinquantina di denunce e di segnalazioni varie. E sempre per colpa dell’alcol.

V.Ca.