Dal pool antiterrorismo

Minacce e insulti sui social anche da biellesi a Silvia Romano: aperta un’inchiesta

Amplificano le fake news contro la cooperante rimasta prigioniera per 18 lunghi mesi i soliti "leoni da tastiera"

Minacce e insulti sui social anche da biellesi a Silvia Romano: aperta un’inchiesta
Biella Città, 12 Maggio 2020 ore 13:28

Minacce e insulti sui social anche da biellesi a Silvia Romano: aperta un’inchiesta.

Insulti e minacce

Anche parecchi biellesi si sono scatenati sui social in favore o contro Silvia Romano (nella foto in un momento di serenità con i “suoi” bambini in Kenia), la giovane volontaria milanese che ha dovuto sopportare 18 lunghi mesi di prigionia nelle mani di un gruppo terroristico di matrice islamica dopo essere stata rapita il 20 novembre 2018 in un centro commerciale di Chacama, a 80 chilometri da Malindi, in Kenia.

Indaga la Procura

Per la pioggia di minacce e insulti sui social contro la cooperante di 24 anni partita alla volta del Kenia tra le fila della onlus di Fano, “Africa Milele” (che significa per sempre), il pm Alberto Nobili, a capo del pool antiterrorismo della procura di Milano, ha aperto un fascicolo per minacce aggravate. E già nella giornata di oggi (martedì 12 maggio) attende una prima informativa dei carabinieri del Ros, alla guida del comandante Andrea Leo.

Cosa le contestano

Alla ragazza – secondo gli inquirenti – da parte di gruppi di estrema destra o dai soliti imbecilli e “leoni da tastiera”, vengono contestate scelte sacrosante, private e garantite dalla nostra Costituzione come quella di convertirsi all’Islam (in questo caso neppure la Procura esclude che la cooperante possa aver subito parecchie pressioni), oppure vere e proprie “fake” inventate di sana pianta sempre per colpire la ragazza, come quella del presunto matrimonio con un suo carceriere, che sia incinta proprio di uno dei terroristi o che si sia addirittura messa d’accordo con chi l’ha rapita per ottenere il riscatto (smentito per ora che sia stato pagato) e poi tornare in Africa a godersi “i soldi degli italiani”. Come spesso accade, i creatori di “fake news” hanno trovato ben presto terreno fertile per amplificare le loro invenzioni nei social, soprattutto nel maremagnum di “leoni da tastiera” poco propensi ad informarsi e a credere a qualsiasi balla venga loro proposta.

L’obiettivo della Procura

Per la Procura – che ha aperto un fascicolo contro ignoti – insulti e minacce giungono persino dagli ambienti di estrema destra, neofascisti, vicini a Forza nuova e al mondo ultras. L’obiettivo della Procura è quello di monitorare la situazione ed evitare rischi mentre, anche senza predisporre alcuna forma di protezione, i controlli delle forze dell’ordine sotto casa della ragazza al Casoretto, periferia nord est di Milano, sono stati intensificati con il passaggio di pattuglie di polizia e carabinieri.

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