Minacce e botte a un anziano invalido per farsi consegnare dei soldi

Minacce e botte a un anziano invalido per farsi consegnare dei soldi
06 Febbraio 2017 ore 12:59

Ha una sfilza di processi lunga così che lo attendono e negli ultimi mesi ne ha combinate di tutti i colori. Eppure, nonostante la gravità di ciò che combina, cade come si suol dire sempre in piedi e se la cava ogni volta con pene miti. Nell’ultimo processo, Ouhaid Naim, 22 anni, di Biella, origini marocchine, era accusato di una serie di gesti violenti e irriguardosi da far rabbrividire, prima nei confronti di un anziano invalido di 75 anni che fa fatica a camminare, poi nei confronti dei poliziotti che lo avevano preso in consegna dopo che due giovani avevano assistito all’aggressione, avevano soccorso l’anziano e fermato l’equipaggio di una volante della polizia che stava transitando proprio in quel momento.
Alla fine il giovane è stato condannato a un anno tondo di reclusione. Il giudice ha assolto l’imputato per il reato di ingiurie in quanto depenalizzato e per il reato di minaccia a pubblico ufficiale con la formula “perché il fatto non sussiste”. Ha inoltre riqualificato il reato contestato di tentata estorsione in quello più blando di minacce e ha escluso la circostanza aggravante.
I fatti risalgono al 17 giugno di due anni fa. Secondo l’accusa, l’imputato (difeso dall’avvocato Marco Romanello) aveva avvicinato una prima volta l’invalido chiedendogli una sigaretta. Alla risposta negativa, aveva insistito per potergli controllare il contenuto delle tasche evidentemente alla ricerca di soldi. Un’ora dopo il giovane era tornato all’attacco e aveva apostrofato l’anziano come «brutto finocchio» chiedendogli di consegnare 20 euro altrimenti avrebbe telefonato alla polizia sostenendo che «il vecchio mi aveva proposto di andare a letto con lui». Non erano mancate le minacce: «Ti sfregio se non mi dai i soldi». Si sarebbe quindi avvicinato all’invalido con una lattina spezzata a metà e con il bordo tagliente, dopo averlo colpito con un calcio nel fondo schiena. L’anziano, sconvolto e impaurito, aveva cercato di allontanarsi, ma era stato fermato dall’imputato e colpito in faccia con un pugno (medicato, era poi stato giudicato guaribile in una settimana) in modo da costringere l’aggredito a mettere mano al portafogli. Il provvidenziale intervento dei due giovani passanti, che avevano aiutato l’anziano finito a terra a rialzarsi, nonché il transito dell’auto della polizia, erano serviti a mettere la parola fine all’aggressione. A un poliziotto, dopo una lunga serie di insulti, il giovane aveva urlato: «Non ti permettere più di venire a fare i controlli a casa mia, vedrai se vieni!».
V.Ca.

Ha una sfilza di processi lunga così che lo attendono e negli ultimi mesi ne ha combinate di tutti i colori. Eppure, nonostante la gravità di ciò che combina, cade come si suol dire sempre in piedi e se la cava ogni volta con pene miti. Nell’ultimo processo, Ouhaid Naim, 22 anni, di Biella, origini marocchine, era accusato di una serie di gesti violenti e irriguardosi da far rabbrividire, prima nei confronti di un anziano invalido di 75 anni che fa fatica a camminare, poi nei confronti dei poliziotti che lo avevano preso in consegna dopo che due giovani avevano assistito all’aggressione, avevano soccorso l’anziano e fermato l’equipaggio di una volante della polizia che stava transitando proprio in quel momento.
Alla fine il giovane è stato condannato a un anno tondo di reclusione. Il giudice ha assolto l’imputato per il reato di ingiurie in quanto depenalizzato e per il reato di minaccia a pubblico ufficiale con la formula “perché il fatto non sussiste”. Ha inoltre riqualificato il reato contestato di tentata estorsione in quello più blando di minacce e ha escluso la circostanza aggravante.
I fatti risalgono al 17 giugno di due anni fa. Secondo l’accusa, l’imputato (difeso dall’avvocato Marco Romanello) aveva avvicinato una prima volta l’invalido chiedendogli una sigaretta. Alla risposta negativa, aveva insistito per potergli controllare il contenuto delle tasche evidentemente alla ricerca di soldi. Un’ora dopo il giovane era tornato all’attacco e aveva apostrofato l’anziano come «brutto finocchio» chiedendogli di consegnare 20 euro altrimenti avrebbe telefonato alla polizia sostenendo che «il vecchio mi aveva proposto di andare a letto con lui». Non erano mancate le minacce: «Ti sfregio se non mi dai i soldi». Si sarebbe quindi avvicinato all’invalido con una lattina spezzata a metà e con il bordo tagliente, dopo averlo colpito con un calcio nel fondo schiena. L’anziano, sconvolto e impaurito, aveva cercato di allontanarsi, ma era stato fermato dall’imputato e colpito in faccia con un pugno (medicato, era poi stato giudicato guaribile in una settimana) in modo da costringere l’aggredito a mettere mano al portafogli. Il provvidenziale intervento dei due giovani passanti, che avevano aiutato l’anziano finito a terra a rialzarsi, nonché il transito dell’auto della polizia, erano serviti a mettere la parola fine all’aggressione. A un poliziotto, dopo una lunga serie di insulti, il giovane aveva urlato: «Non ti permettere più di venire a fare i controlli a casa mia, vedrai se vieni!».
V.Ca.

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