Il martello era nascosto in un sacchetto di stoffa verde. Secondo l’accusa lo estrasse dopo avere bloccato l’auto del nuovo compagno della sua ex moglie e lo colpì più volte al volto, alla nuca e a un braccio, provocandogli ferite giudicate guaribili in 15 giorni. Per quella vicenda, ieri, il giudice per le indagini preliminari Adriano Bollani ha condannato M.G., difeso dall’avvocata Francesca Grosso, un uomo di 67 anni residente a Ponderano a otto mesi di reclusione, con rito abbreviato.
Mesi di minacce e pedinamenti
L’aggressione del 5 gennaio 2026 ad Andorno Micca rappresentava l’episodio più grave di una serie di comportamenti contestati tra giugno 2025 e gennaio 2026. Secondo l’accusa, l’uomo avrebbe insultato, minacciato e pedinato il rivale in diversi comuni della Valle Cervo, arrivando anche a tentare di speronarne l’auto e a minacciarlo di morte. Un’escalation che, secondo la ricostruzione della Procura, avrebbe costretto la vittima a cambiare le proprie abitudini di vita per paura.
La decisione del giudice
Il giudice ha riconosciuto l’imputato responsabile dei reati di atti persecutori e lesioni aggravate, concedendo le attenuanti generiche e la riduzione di pena prevista dal rito abbreviato. La sospensione condizionale della pena è stata subordinata alla partecipazione, per un anno, a uno specifico percorso di recupero presso una struttura specializzata.