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Migranti in città, la protesta dei “vicini”

Migranti in città, la protesta dei “vicini”
Cronaca 10 Marzo 2016 ore 18:55

BIELLA - Dai paesi alla città. I luoghi scelti per l’accoglienza dei migranti, oggetto del bando lanciato dalla Prefettura di Biella, sono tanti. E non si conoscono neppure tutti quanti. Perché i sopralluoghi effettuati dalla Prefettura stessa, insieme ad Asl e Vigili del fuoco, sono avvenuti senza comunicazioni alla cittadinanza. Con un effetto, almeno a Biella, parecchio deflagrante. I due siti individuati in città per l’accoglienza sono quelli di viale Macallé, nell’ex sede della Polizia Stradale, nei pressi della rotonda con via Rosselli, e via per Pollone, in un condominio al numero 16. Una trentina i migranti che dovrebbero trovare sistemazione nelle due strutture individuate. Ma scoppia la polemica. 

Ieri pomeriggio  Lega Nord ha messo in atto un volantinaggio proprio in viale  Macallé dove, alla presenza di diversi cittadini che abitano nelle zone limitrofe, ha spiegato le proprie motivazioni. «Nessuno sapeva nulla - sottolinea  il segretario provinciale Michele Mosca - e questa è la cosa più inquietante, perché gli abitanti del rione hanno il diritto di sapere. Così si calano le cose dall’alto e non va assolutamente bene. Chiediamo più rispetto per le persone e, soprattutto, per le leggi. Perché qui sono partiti i lavori, ma in Comune non c’è nessuna richiesta». Giacomo Moscarola, capogruppo del Carroccio a Palazzo Oropa, spiega meglio. «Ho chiesto all’ufficio tecnico se esistevano autorizzazioni, ma la risposta è stata negativa - dice -. Per questo ho fatto segnalazione alla Polizia municipale. Spero che i lavori vengano bloccati, nel rispetto delle norme». 

Salvatore Leotta abita in via Rosselli, di fianco alla struttura individuata per l’accoglienza. Non ha nulla contro i migranti, molto contro il metodo. «Siamo tenuti all’oscuro di tutto - precisa - e non capiamo cosa sta succedendo. Chiediamo chiarezza». Gli abitanti della zona raccoglieranno a breve firme, per chiedere un incontro con la Prefettura. Per capire. 

Sono caduti dalle nuvole anche gli abitanti di via per Candelo, soprattutto quelli del condominio al civico 16. Qui la Curia ha messo a disposizione un appartamento al pian terreno per l’accoglienza di 11 migranti. «L’abbiamo capito - dice Tiziana Baldin, promotrice di una raccolta firme che in poche ore ha avuto 60 adesioni - dal movimento di tecnici e Vigili del fuoco che stavano effettuando un sopralluogo. Nei complessi di via per Pollone abitano bambini, giovani e tanti anziani. Non pensiamo sia il luogo migliore da deputare a centro d’accoglienza. Per questo abbiamo raccolto le firme, per avere  un incontro con la Prefettura». 

Enzo Panelli

BIELLA - Dai paesi alla città. I luoghi scelti per l’accoglienza dei migranti, oggetto del bando lanciato dalla Prefettura di Biella, sono tanti. E non si conoscono neppure tutti quanti. Perché i sopralluoghi effettuati dalla Prefettura stessa, insieme ad Asl e Vigili del fuoco, sono avvenuti senza comunicazioni alla cittadinanza. Con un effetto, almeno a Biella, parecchio deflagrante. I due siti individuati in città per l’accoglienza sono quelli di viale Macallé, nell’ex sede della Polizia Stradale, nei pressi della rotonda con via Rosselli, e via per Pollone, in un condominio al numero 16. Una trentina i migranti che dovrebbero trovare sistemazione nelle due strutture individuate. Ma scoppia la polemica. 

Ieri pomeriggio  Lega Nord ha messo in atto un volantinaggio proprio in viale  Macallé dove, alla presenza di diversi cittadini che abitano nelle zone limitrofe, ha spiegato le proprie motivazioni. «Nessuno sapeva nulla - sottolinea  il segretario provinciale Michele Mosca - e questa è la cosa più inquietante, perché gli abitanti del rione hanno il diritto di sapere. Così si calano le cose dall’alto e non va assolutamente bene. Chiediamo più rispetto per le persone e, soprattutto, per le leggi. Perché qui sono partiti i lavori, ma in Comune non c’è nessuna richiesta». Giacomo Moscarola, capogruppo del Carroccio a Palazzo Oropa, spiega meglio. «Ho chiesto all’ufficio tecnico se esistevano autorizzazioni, ma la risposta è stata negativa - dice -. Per questo ho fatto segnalazione alla Polizia municipale. Spero che i lavori vengano bloccati, nel rispetto delle norme». 

Salvatore Leotta abita in via Rosselli, di fianco alla struttura individuata per l’accoglienza. Non ha nulla contro i migranti, molto contro il metodo. «Siamo tenuti all’oscuro di tutto - precisa - e non capiamo cosa sta succedendo. Chiediamo chiarezza». Gli abitanti della zona raccoglieranno a breve firme, per chiedere un incontro con la Prefettura. Per capire. 

Sono caduti dalle nuvole anche gli abitanti di via per Candelo, soprattutto quelli del condominio al civico 16. Qui la Curia ha messo a disposizione un appartamento al pian terreno per l’accoglienza di 11 migranti. «L’abbiamo capito - dice Tiziana Baldin, promotrice di una raccolta firme che in poche ore ha avuto 60 adesioni - dal movimento di tecnici e Vigili del fuoco che stavano effettuando un sopralluogo. Nei complessi di via per Pollone abitano bambini, giovani e tanti anziani. Non pensiamo sia il luogo migliore da deputare a centro d’accoglienza. Per questo abbiamo raccolto le firme, per avere  un incontro con la Prefettura». 

Enzo Panelli