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Migranti in arrivo, monta la protesta

Migranti in arrivo, monta la protesta
Cronaca 07 Marzo 2016 ore 11:33

La giornata di oggi segnerà la fine di una ulteriore fase importante per il bando dell’accoglienza migranti da 9 milioni e rotti. Il viceprefetto Davide Garra, infatti, concluderà la seconda fondamentale fase che precede l’assegnazione definitiva dei 750 posti che sono stati assegnati al Biellese dal Ministero, da destinare ai migranti. Accompagnato da Vigili del fuoco, forze dell’ordine e dipendenti dell’Asl, il referente della Prefettura andrà a visitare le ultime strutture che le sette cooperative che hanno partecipato al bando hanno individuato per l’accoglienza. «Terminata questa fase - spiega lo stesso Garra - dovremo attendere i verbali di Vigili del fuoco e Asl. Solo in quel momento avremo un quadro complessivo della situazione. Può darsi che alcune soluzioni proposte non siano compatibili, oppure che il numero di ospiti venga diminuito dopo i sopralluoghi». Per capire quando le operazioni termineranno e, quindi, si arriverà all’aggiudicazione definitiva, bisognerà attendere ancora qualche settimana. Tutto dipenderà dalle tempistiche di presentazione dei verbali. Al momento sono circa 500 i richiedenti asilo ospitati nel Biellese. «Dopo l’assegnazione definitiva - dice il viceprefetto - potranno salire a 750 in tutto. Questa è la quota parte decisa per il Biellese. La nostra intenzione è quella di liberare i centri dell’ex Atap e di via Coda a Chiavazza, utilizzati in questa fase emergenziale». Sette, come detto, le cooperative che hanno risposto al bando individuando diverse soluzioni, sparse in parecchi paesi del Biellese. Si tratta del Filo da Tessere, di Anteo e di Pacefuturo, tutti soggetti che già si sono occupati negli ultimi mesi dell’accoglienza dei migranti nelle varie strutture individuate sul territorio. Ad esse si aggiungono alcune cooperative sociali del torinese, come ad esempio La Nuvola e Valdocco. Altre offerte sono giunte invece da soggetti delle province di Vercelli ed Alessandria.

Enzo Panelli

Leggi di più sull’Eco di Biella di lunedì 7 marzo 2016

La giornata di oggi segnerà la fine di una ulteriore fase importante per il bando dell’accoglienza migranti da 9 milioni e rotti. Il viceprefetto Davide Garra, infatti, concluderà la seconda fondamentale fase che precede l’assegnazione definitiva dei 750 posti che sono stati assegnati al Biellese dal Ministero, da destinare ai migranti. Accompagnato da Vigili del fuoco, forze dell’ordine e dipendenti dell’Asl, il referente della Prefettura andrà a visitare le ultime strutture che le sette cooperative che hanno partecipato al bando hanno individuato per l’accoglienza. «Terminata questa fase - spiega lo stesso Garra - dovremo attendere i verbali di Vigili del fuoco e Asl. Solo in quel momento avremo un quadro complessivo della situazione. Può darsi che alcune soluzioni proposte non siano compatibili, oppure che il numero di ospiti venga diminuito dopo i sopralluoghi». Per capire quando le operazioni termineranno e, quindi, si arriverà all’aggiudicazione definitiva, bisognerà attendere ancora qualche settimana. Tutto dipenderà dalle tempistiche di presentazione dei verbali. Al momento sono circa 500 i richiedenti asilo ospitati nel Biellese. «Dopo l’assegnazione definitiva - dice il viceprefetto - potranno salire a 750 in tutto. Questa è la quota parte decisa per il Biellese. La nostra intenzione è quella di liberare i centri dell’ex Atap e di via Coda a Chiavazza, utilizzati in questa fase emergenziale». Sette, come detto, le cooperative che hanno risposto al bando individuando diverse soluzioni, sparse in parecchi paesi del Biellese. Si tratta del Filo da Tessere, di Anteo e di Pacefuturo, tutti soggetti che già si sono occupati negli ultimi mesi dell’accoglienza dei migranti nelle varie strutture individuate sul territorio. Ad esse si aggiungono alcune cooperative sociali del torinese, come ad esempio La Nuvola e Valdocco. Altre offerte sono giunte invece da soggetti delle province di Vercelli ed Alessandria.

Enzo Panelli

Leggi di più sull’Eco di Biella di lunedì 7 marzo 2016