Maxi evasione fiscale

Maxi evasione fiscale
Cronaca 26 Novembre 2015 ore 12:17

I militari della Sezione Tutela Entrate del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Biella nell’ambito di una verifica fiscale hanno messo sotto la lente d’ingrandimento i bilanci di una società manifatturiera con sede in provincia.

L’attività di verifica, incentrata sostanzialmente nell’accertamento della veridicità delle operazioni commerciali relative all’acquisto di merci, ha consentito di individuare alcuni fornitori, aventi la sede fuori dalla provincia, di fatto non operanti e dediti esclusivamente all’emissione di fatture per operazioni inesistenti, in gergo denominate “cartiere”.

I Finanzieri sono giunti a scoprire un consistente giro di fatture false attraverso una certosina ricostruzione dei rapporti commerciali intercorsi tra l’impresa biellese ed i fornitori, incrociando le risultanze delle banche dati ed effettuando – direttamente o avvalendosi della collaborazione degli altri Reparti del Corpo – riscontri sul posto, rilevando che nella maggior parte dei casi le società fornitrici non erano più operative o non avevano mai posto in essere quelle operazioni commerciali.

Attraverso il sistema della contabilizzazione e della dichiarazione di costi fittizi la società sottoposta a verifica ha fraudolentemente sottratto al fisco una base imponibile da assoggettare a tassazione ai fini delle imposte dirette e dell’I.R.A.P. pari ad oltre € 5.800.000 ed ha indebitamente detratto un’Imposta sul Valore Aggiunto di circa € 1.100.000.
 
Il legale rappresentante è stato deferito alla locale Autorità Giudiziaria per il reato di dichiarazione fraudolento mediante l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti di cui all’art. 2 del decreto legislativo n. 74/2000.

L’operazione dei finanzieri di Biella si connota di particolare pregio in considerazione del fatto che, nella loro quotidiana attività istituzionale, gli stessi sono chiamati da un lato a salvaguardare le Entrate dello Stato e dall’altro a reprimere ogni comportamento illecito lesivo della libera concorrenza del mercato, per una sana crescita economica del Paese.

I militari della Sezione Tutela Entrate del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Biella nell’ambito di una verifica fiscale hanno messo sotto la lente d’ingrandimento i bilanci di una società manifatturiera con sede in provincia.

L’attività di verifica, incentrata sostanzialmente nell’accertamento della veridicità delle operazioni commerciali relative all’acquisto di merci, ha consentito di individuare alcuni fornitori, aventi la sede fuori dalla provincia, di fatto non operanti e dediti esclusivamente all’emissione di fatture per operazioni inesistenti, in gergo denominate “cartiere”.

I Finanzieri sono giunti a scoprire un consistente giro di fatture false attraverso una certosina ricostruzione dei rapporti commerciali intercorsi tra l’impresa biellese ed i fornitori, incrociando le risultanze delle banche dati ed effettuando – direttamente o avvalendosi della collaborazione degli altri Reparti del Corpo – riscontri sul posto, rilevando che nella maggior parte dei casi le società fornitrici non erano più operative o non avevano mai posto in essere quelle operazioni commerciali.

Attraverso il sistema della contabilizzazione e della dichiarazione di costi fittizi la società sottoposta a verifica ha fraudolentemente sottratto al fisco una base imponibile da assoggettare a tassazione ai fini delle imposte dirette e dell’I.R.A.P. pari ad oltre € 5.800.000 ed ha indebitamente detratto un’Imposta sul Valore Aggiunto di circa € 1.100.000.
 
Il legale rappresentante è stato deferito alla locale Autorità Giudiziaria per il reato di dichiarazione fraudolento mediante l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti di cui all’art. 2 del decreto legislativo n. 74/2000.

L’operazione dei finanzieri di Biella si connota di particolare pregio in considerazione del fatto che, nella loro quotidiana attività istituzionale, gli stessi sono chiamati da un lato a salvaguardare le Entrate dello Stato e dall’altro a reprimere ogni comportamento illecito lesivo della libera concorrenza del mercato, per una sana crescita economica del Paese.

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