Marijuana in serra, ma è prescrizione

Marijuana in serra, ma è prescrizione
03 Febbraio 2017 ore 16:37

Non era finito nelle grane per un pezzetto di “fumo”, bensì per aver coltivato nella serra di casa, adibita allo scopo, ben 179 piantine di canapa indiana, da cui si ricava la marijuana. Sul piano prettamente teorico, se le piante fossero giunte a maturazione (possono raggiungere dal metro e mezzo ai due metri di altezza e una notevole circonferenza) ed essiccate, avrebbero permesso di ricavare un notevole quantitativo di marijuana fatta in casa che avrebbe potuto invadere parte del mercato, senza spese di trasporto e rischi connessi. La giustizia lumaca ha invece mandato al macero con le piantine sequestrate anche il lavoro di giorni dei poliziotti della sezione narcotici della Squadra mobile, la perquisizione e un mucchio spesso così di atti. Si parla, infatti, di un’operazione avvenuta il 27 giugno 2009, sette anni e mezzo fa.
Nei confronti dell’imputato, Giovanni L.S., 58 anni, di Cossato, il giudice, Anna Ferretti, ha dichiarato il non doversi procedere per essere il reato estinto per intervenuta prescrizione. A rallentare parecchio la corsa verso la sentenza, sono state le varie istanze presentate dal difensore, avvocato Sergio Gronda. I vari rinvii, i cambi di giudici, i dubbi sollevati a livello di perizia, hanno fatto il resto.
Valter Caneparo

Leggi di più sull’Eco di Biella di giovedì 2 febbraio 2017

Non era finito nelle grane per un pezzetto di “fumo”, bensì per aver coltivato nella serra di casa, adibita allo scopo, ben 179 piantine di canapa indiana, da cui si ricava la marijuana. Sul piano prettamente teorico, se le piante fossero giunte a maturazione (possono raggiungere dal metro e mezzo ai due metri di altezza e una notevole circonferenza) ed essiccate, avrebbero permesso di ricavare un notevole quantitativo di marijuana fatta in casa che avrebbe potuto invadere parte del mercato, senza spese di trasporto e rischi connessi. La giustizia lumaca ha invece mandato al macero con le piantine sequestrate anche il lavoro di giorni dei poliziotti della sezione narcotici della Squadra mobile, la perquisizione e un mucchio spesso così di atti. Si parla, infatti, di un’operazione avvenuta il 27 giugno 2009, sette anni e mezzo fa.
Nei confronti dell’imputato, Giovanni L.S., 58 anni, di Cossato, il giudice, Anna Ferretti, ha dichiarato il non doversi procedere per essere il reato estinto per intervenuta prescrizione. A rallentare parecchio la corsa verso la sentenza, sono state le varie istanze presentate dal difensore, avvocato Sergio Gronda. I vari rinvii, i cambi di giudici, i dubbi sollevati a livello di perizia, hanno fatto il resto.
Valter Caneparo

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