Cronaca

Mannaiate al compagno: altra perizia

Mannaiate al compagno: altra perizia
Cronaca 03 Luglio 2015 ore 10:25

BIELLA - Il giudice ha conferito mercoledì mattina l’incarico al consulente che dovrà stabilire se Camilla Del Mastro, 50 anni, di Biella, indagata per il tentato omicidio del compagno a colpi di piccola mannaia avvenuto il 13 giugno dell’anno scorso in una palazzina di via Gorei, era capace o meno di intendere e di volere al momento del fatto. Secondo il suo difensore, avvocato Roberta Formica di Vercelli, non lo era. Ecco perché ha chiesto il rito abbreviato (che consente la riduzione della pena di un terzo) subordinato ad un ulteriore esame psichiatrico nei confronti della sua cliente. La richiesta era stata accolta dal giudice che ha formalizzato la nomina del consulente, affidando l’incarico allo psichiatra Alfredo Fiorentino di Torino. L’udienza è stata quindi rinviata al prossimo 7 ottobre dopo che il perito avrà depositato le sue conclusione in cancelleria.
L’aggressione è avvenuta al culmine dell’ennesima lite. L’indagata ha ridotto in fin di vita a colpi di mannaia il convivente, Vincenzo Scerba, 57 anni, trascinata da una furia senza senso. C’è chi ci avrebbe scommesso che, prima o poi, sarebbe successo qualcosa di grave in quella palazzina di via Gorei: già troppe volte, in passato, le forze dell’ordine erano intervenute per riportare la calma in quella famiglia. Screzi pesanti e ritorsioni, c’erano stati anche con i vicini. In un’occasione, l’indagata avrebbe persino dato fuoco alla sedia a rotelle del figlio della vicina.
V.Ca.

BIELLA - Il giudice ha conferito mercoledì mattina l’incarico al consulente che dovrà stabilire se Camilla Del Mastro, 50 anni, di Biella, indagata per il tentato omicidio del compagno a colpi di piccola mannaia avvenuto il 13 giugno dell’anno scorso in una palazzina di via Gorei, era capace o meno di intendere e di volere al momento del fatto. Secondo il suo difensore, avvocato Roberta Formica di Vercelli, non lo era. Ecco perché ha chiesto il rito abbreviato (che consente la riduzione della pena di un terzo) subordinato ad un ulteriore esame psichiatrico nei confronti della sua cliente. La richiesta era stata accolta dal giudice che ha formalizzato la nomina del consulente, affidando l’incarico allo psichiatra Alfredo Fiorentino di Torino. L’udienza è stata quindi rinviata al prossimo 7 ottobre dopo che il perito avrà depositato le sue conclusione in cancelleria.
L’aggressione è avvenuta al culmine dell’ennesima lite. L’indagata ha ridotto in fin di vita a colpi di mannaia il convivente, Vincenzo Scerba, 57 anni, trascinata da una furia senza senso. C’è chi ci avrebbe scommesso che, prima o poi, sarebbe successo qualcosa di grave in quella palazzina di via Gorei: già troppe volte, in passato, le forze dell’ordine erano intervenute per riportare la calma in quella famiglia. Screzi pesanti e ritorsioni, c’erano stati anche con i vicini. In un’occasione, l’indagata avrebbe persino dato fuoco alla sedia a rotelle del figlio della vicina.
V.Ca.

Resta sempre aggiornato sulle notizie del tuo territorioIscriviti alla newsletter