Ieri in tribunale

Madre assolta dal caso di violenza sessuale sulla figlia tredicenne

Non impedì la relazione con il vicino di oltre vent'anni più vecchio: «Fu solo abbandono di minore». A giudizio invece l'uomo oggi quarantenne.

Madre assolta dal caso di violenza sessuale sulla figlia tredicenne

Non aver fermato quella relazione non costituisce reato. Aver lasciato che la figlia abbandonasse casa sua, invece, sì. È questa, in estrema sintesi, la conclusione a cui è arrivato ieri pomeriggio il giudice dell’udienza preliminare Andrea Bollani, che ha condannato una donna di 49 anni di un paese alle porte di Biella dopo l’indagine che l’aveva coinvolta perché tra la figlia tredicenne e un vicino di casa di oltre vent’anni più grande si era instaurata quella che negli atti viene definita una «relazione sentimentale». Per quell’abbandono di minore la donna è stata condannata a un anno di reclusione, ma dall’accusa ben più grave di non aver impedito quella relazione è stata assolta «perché il fatto non costituisce reato». Diversa la posizione dell’uomo, oggi quarantenne, che a gennaio dell’anno prossimo dovrà affrontare il processo per violenza sessuale su minore.

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