Cronaca
lo sfogo: "lasciati soli"

Lupi o cani randagi assaltano la Cascina La Masca. Dopo le 16 pecore sbranati due daini

Mattia e Marina Bettin: "Chiediamo ai politici di alzarsi dalle loro poltrone e di venire a verificare i problemi che ogni giorno dobbiamo risolvere da soli”

Lupi o cani randagi assaltano la Cascina La Masca. Dopo le 16 pecore sbranati due daini
Cronaca Elvo, 18 Agosto 2022 ore 12:58

Lupi o cani randagi devastano le recizioni e assaltano gli animali. Dopo la strage di pecore uccisi anche due daini alla Cascina La Masca di Mattia e Marina Bettin a Occhieppo Superiore

Sedici pecore sbranate ad aprile, due daini questa settimana

Mattia e Marina Bettin sono due giovani di 24 e 29 anni, che con coraggio e determinazione hanno deciso di dedicarsi all'agricoltura e all'allevamento, dopo aver ristrutturato un rudere sulle colline di Occhieppo Superiore e averlo trasformato in un posto piacevole in cui trascorrere qualche ora e assaggiare i loro prodotti. Ma i problemi non mancano. L'ultimo in ordine di tempo riguarda due daini, un maschio e una femmina, che l'altro giorno sono stati sbranati, nonostante la tripla recinzione che è stata strappata. Da chi? Da lupi o da cani randagi?

Uno dei due daini ucciso nell'ultimo assalto

Già ad aprile un intero gregge di pecore, ben 16 capi, era stato sbranato: denuncia, rilievi da parte dell'Asl, Forestale Vigili, tamponi per verificare l'animale che aveva provocato la strage. “Per ora non abbiamo avuto una risposta precisa in merito e continuiamo a subire danni per noi insostenibili. Se fossero lupi, si tratterebbe di specie protetta. Ma le nostre bestie, già recintate opportunamente con grande dispendio economico, da chi sono protette? Qui non siamo lontani dalle abitazioni, ci sono bambini che girano in bici, dobbiamo proprio aspettare che ci scappi il morto per prendere provvedimenti? Gli agricoltori e gli allevatori proteggono il territorio, ma chi ci protegge dopo tanti investimenti? Il Biellese si è già giocata la carta del filato e del tessuto, vogliamo giocarci anche la sorte delle piccole aziende agricole?” E a chi suggerisce di dotarsi di un cane maremmano o di un pastore del Caucaso, rispondono che sono molto cattivi, mordono: “Non vorremmo mai che sbranassero un bimbo, proprio da noi che da 34 anni stiamo lavorando per il benessere dei più piccoli”.

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"Rigore nei controlli, ma lasciati soli quando ci sono le difficoltà"

La famiglia Bettin lamenta che al rigore con cui si fanno i controlli non corrisponda un uguale impegno nell'aiuto ai giovani in difficoltà. “In questo periodo in zona ci sono 150 piccole ditte che rischiano la chiusura: il fieno è triplicato di costo, le bestie vengono ammazzate e la Regione non manda indennizzi, la politica sia di destra che di sinistra non ci aiuta, nonostante le promesse. I nostri animali non valgono niente, i giovani non sono incentivati a rimanere, ma il futuro non è nel reddito di cittadinanza; chiediamo ai politici di alzarsi dalle loro poltrone e di venire a verificare i problemi che ogni giorno dobbiamo risolvere da soli”.

I maiali non si possono allevare perché c'è la peste suina, cavalli e muli sono già stati attaccati da lupi o da cani randagi, gli animali selvatici vengono protetti, ma a quelli domestici non si presta analoga attenzione. Ora è stata installata una fototrappola, ma intanto pecore e capre stanno nel recinto tutto il giorno, al calare della notte il pericolo è in agguato. Se fossero cani randagi, la soluzione sarebbe più semplice, ma è venuto il momento di sostituire alle parole dei fatti che vadano incontro al lavoro dei giovani agricoltori e allevatori.

Mariella Debernardi

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