lunedì 2 novembre

Lo sciopero degli infermieri: “Ci devono rispettare come professionisti”

Gli aderenti piemontesi al Nursing Up incroceranno le braccia per 24 ore in segno di protesta contro le rimostranze politiche e governative

Lo sciopero degli infermieri: “Ci devono rispettare come professionisti”
Biella Città, 01 Novembre 2020 ore 16:11

Lo sciopero degli infermieri: “Ci devono rispettare come professionisti”.

Sciopero nazionale di infermieri e professionisti della sanità in programma lunedì 2 novembre. Gli aderenti piemontesi al Nursing Up, sindacato degli infermieri e delle professioni sanitarie, incroceranno le braccia per 24 ore in un’agitazione, che si terrà in tutte le regioni, resa necessaria dal fatto che la politica italiana continua a ignorare a tutti i livelli le rivendicazioni di questa categoria lavorativa, estremamente fondamentale in un momento così delicato a causa dell’emergenza Covid-19. Lo scrivono i colleghi di Primanovara.it.

Il segretario regionale del Piemonte del Nursing Up, Claudio Delli Carri, lunedì 2 novembre sarà in piazza Castello a Torino a partire dalle ore 10, davanti alla Prefettura, assieme a tanti colleghi infermieri e professionisti della sanità piemontesi che interverranno, nel rigoroso rispetto del distanziamento e di tutte le norme di sicurezza anti Covid, per denunciare la necessità di avere rispetto:

“Oggi è venuto il momento di dimostrare la nostra dignità alzando la voce. Incrociare le braccia non è un segno di resa, ma è una vera e propria ribellione responsabile verso chi irresponsabilmente non ha ascoltato le nostre giuste rivendicazioni, che da anni andiamo ripetendo: le nostre sono necessità irrimandabili che si sono acuite in questo periodo così difficile. Ci rendiamo perfettamente conto della criticità del momento, ma non abbiamo alternative. Dobbiamo far capire come un giorno solo senza infermieri, con centinaia di migliaia di prestazioni infermieristiche che verranno a mancare in 24 ore, possano essere un monito che, ci auguriamo, tutti i politici e coloro che ci hanno chiamati ‘eroi’ possano comprendere. Perché inizino a considerarci come professionisti ed a rispettarci come tali”.

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