Cronaca

Lavori in tribunale, polvere dappertutto

Lavori in tribunale, polvere dappertutto
Cronaca 08 Agosto 2015 ore 12:22

BIELLA - Il Tribunale è immerso nella polvere. Nel vero senso della parola. C’è polvere dappertutto, spessa mezzo dito: si è posata all’ingresso, sui gradini dello scalone che sale fino in Procura, sui davanzali, lungo i corridoi. Le porte degli uffici sono chiuse, ma la polvere passa lo stesso, la si può trovare anche sui fascicoli, ha ormai raggiunto qualche scrivania. Si sta lavorando per la manutenzione e messa in sicurezza degli ascensori a Palazzo di giustizia. Il momento è quello giusto, con le udienze ferme per... ferie dal 31 luglio (l’ultimo giudice a dire basta è stato Pietro Brovarone). L’accesso a quel tratto di corridoio è pertanto inibito a chiunque se non agli operai dell’impresa che si è aggiudicata l’appalto da circa 250mila euro che comprende, tra i lavori, anche gli impianti di sicurezza e antincendio.

 

E il cartello? A dividere la zona dei lavori dal resto del Palazzo di giustizia, ci sono solo dei teloni che di certo la polvere non la fermano. I lavori sono iniziati pochi giorni fa. Quando finiranno nessuno lo sa: il cartello di cantiere (dove sono segnalati committente, responsabile dei lavori e della sicurezza, inizio e fine lavori) non c’è e se c’è nessuno lo ha mai visto. Intorno a mezzogiorno e mezza, ieri, dopo un colloquio con la presidente Ramella per questioni di spese di giustizia, è uscito dal palazzo il vicesindaco Diego Presa. All’osservazione ha sgranato gli occhi: «Davvero non c’è il cartello di cantiere? Lo farò presente al dirigente». Eppure siamo in un Palazzo di giustizia dove tutto dovrebbe funzionare a meraviglia. Anche perché, ogni giorno, da quelle parti, transitano, per motivi ovviamente di lavoro, ispettori dello Spresal (il servizio dell’Asl che si occupa di prevenzione degli infortuni sul lavoro) e componenti delle forze dell’ordine.

 

Tensione. I volti sono tesi tra gli impiegati del palazzo di giustizia. Il periodo non è dei migliori. Non bastano i tagli al personale e i trasferimenti, con l’organico che, con la ripresa dell’attività, a fine settembre, toccherà il minimo storico, a differenza del lavoro che continua ad aumentare. Ora ci si è messa pure la polvere che s’infila dappertutto.

 

I lavori. Oltre alla messa in sicurezza degli ascensori (in un cartellino venti per venti in un angolo del telone - e non in un cartellone da cantiere come prescrive la normativa - si legge che l’impresa che se ne sta occupando dovrebbe essere la “Bona 1858”, impresa di restauro di piazza Roma a Vercelli), gli archivi posti nel seminterrato verranno dotati di scaffalature compattabili. Gli stessi archivi verranno inoltre dorati di idonea coibentazione di resistenza al fuoco. Verranno inoltre effettuati dei lavori (e sarebbero inoltre state previste nuove apparecchiature) anche nella saletta intercettazioni che si trova all’ultimo piano, negli uffici della Procura della Repubblica.

 

Valter Caneparo

 

 

 

BIELLA - Il Tribunale è immerso nella polvere. Nel vero senso della parola. C’è polvere dappertutto, spessa mezzo dito: si è posata all’ingresso, sui gradini dello scalone che sale fino in Procura, sui davanzali, lungo i corridoi. Le porte degli uffici sono chiuse, ma la polvere passa lo stesso, la si può trovare anche sui fascicoli, ha ormai raggiunto qualche scrivania. Si sta lavorando per la manutenzione e messa in sicurezza degli ascensori a Palazzo di giustizia. Il momento è quello giusto, con le udienze ferme per... ferie dal 31 luglio (l’ultimo giudice a dire basta è stato Pietro Brovarone). L’accesso a quel tratto di corridoio è pertanto inibito a chiunque se non agli operai dell’impresa che si è aggiudicata l’appalto da circa 250mila euro che comprende, tra i lavori, anche gli impianti di sicurezza e antincendio.

 

E il cartello? A dividere la zona dei lavori dal resto del Palazzo di giustizia, ci sono solo dei teloni che di certo la polvere non la fermano. I lavori sono iniziati pochi giorni fa. Quando finiranno nessuno lo sa: il cartello di cantiere (dove sono segnalati committente, responsabile dei lavori e della sicurezza, inizio e fine lavori) non c’è e se c’è nessuno lo ha mai visto. Intorno a mezzogiorno e mezza, ieri, dopo un colloquio con la presidente Ramella per questioni di spese di giustizia, è uscito dal palazzo il vicesindaco Diego Presa. All’osservazione ha sgranato gli occhi: «Davvero non c’è il cartello di cantiere? Lo farò presente al dirigente». Eppure siamo in un Palazzo di giustizia dove tutto dovrebbe funzionare a meraviglia. Anche perché, ogni giorno, da quelle parti, transitano, per motivi ovviamente di lavoro, ispettori dello Spresal (il servizio dell’Asl che si occupa di prevenzione degli infortuni sul lavoro) e componenti delle forze dell’ordine.

 

Tensione. I volti sono tesi tra gli impiegati del palazzo di giustizia. Il periodo non è dei migliori. Non bastano i tagli al personale e i trasferimenti, con l’organico che, con la ripresa dell’attività, a fine settembre, toccherà il minimo storico, a differenza del lavoro che continua ad aumentare. Ora ci si è messa pure la polvere che s’infila dappertutto.

 

I lavori. Oltre alla messa in sicurezza degli ascensori (in un cartellino venti per venti in un angolo del telone - e non in un cartellone da cantiere come prescrive la normativa - si legge che l’impresa che se ne sta occupando dovrebbe essere la “Bona 1858”, impresa di restauro di piazza Roma a Vercelli), gli archivi posti nel seminterrato verranno dotati di scaffalature compattabili. Gli stessi archivi verranno inoltre dorati di idonea coibentazione di resistenza al fuoco. Verranno inoltre effettuati dei lavori (e sarebbero inoltre state previste nuove apparecchiature) anche nella saletta intercettazioni che si trova all’ultimo piano, negli uffici della Procura della Repubblica.

 

Valter Caneparo

 

 

 

 

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