La rabbia di una infermiera biellese: "Il virus? Colpa di chi ha pensato solo a se stesso"
"L'Italia è stata chiusa perché siamo un popolo di caproni non in grado di rispettare delle semplici regole"

Un'infermiera biellese che lavora nei reparti Covid dell'ospedale di Biella ha scritto un post su Facebook per spiegare la situazione all'interno del nosocomio. E, soprattutto, per sottolineare che le responsabilità di ciò che sta accadendo, secondo il suo punto di vista, sono ben chiare.
"Per chi mi conosce sono INFERMIERA e in questo momento sono assegnata ai reparti covid come tanti altri colleghi. In questi giorni continuo a leggere/sentire gente sui social che parla tanto per aprire bocca; leggo di chi se la prende con Conte ma secondo voi sto povero Cristo ha preso alla leggera il chiudere mezza Italia ?? L'Italia è stata chiusa perché siamo un popolo di caproni non in grado di rispettare delle semplici regole e ora tutti a scrivere stronzate sulla libertà, sulle rivolte, sul virus che non esiste .... La scorsa volta invece tutti sportivi disperati perché non si poteva andare a correre (sono basita...) Capisco e mi dispiace per ogni singolo lavoratore che ha perso il lavoro o vede sgretolare la propria attività, il lavoro di una vita...ma ripeto, questo non è colpa di Conte, non è colpa del virus ma è colpa nostra e del nostro comportamento perché il virus esiste ma poteva essere contenuto. È colpa di chi ha pensato solo a se stesso, chi la maschera non l'ha mai messa con regolarità, chi non ha rinunciato alle uscite di gruppo, chi va a manifestare e fare casino tanto per fare. Colpa va anche ai media che strumentalizzano immagini con titoli non veritieri rendendo meno credibile lo stato di emergenza, meno credibile il nostro lavoro. Io sono INFERMIERA e sto vivendo l'emergenza in prima persona, non vedo la famiglia per paura di essere la causa di un contagio e probabilmente se continua così non li vedrò neanche durante le feste, non sarò in famiglia a fare l'albero di Natale .... Ci sono colleghi che stanno male, colleghi che sono stati male e colleghi che non ne sono usciti... Cerco di svolgere al meglio il mio lavoro senza la possibilità di bere, mangiare o andare in bagno quando ne ho realmente bisogno, dietro a una maschera che fa mancare il respiro, dentro a un camice che guarda che fortuna mi fa fare la sauna senza doverla pagare. Tutto questo perché è il mio lavoro perché è giusto farlo, ma tante persone devono ringraziare che è diritto di tutti essere curati. A tutto questo si aggiunge la carenza di personale che colpisce gli ospedali, in questo momento tanti sanitari lavorano per 3 ma lo stipendio non è per 3 .....i riposi non sono per 3... e finito tutto questo non ci saranno ferie per 3... perché ognuno tornerà nei propri reparti. Detto ciò per chi è arrivato fino alla fine prima di parlare e dare opinioni, o come è capitato a Biella fare il giro attorno all'ospedale per fare vedere che non ci sono morti per la strada, venite prima a farvi un giro a lavoro con noi poi ne riparliamo".
Giulia Quaregna