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La barca di San Pietro, tradizione italiana, la farete questa notte?

Il mattino seguente si dovrebbero trovare nell'acqua delle strutture, formate dall'albume, che ricordano le vele di una barca a vela o un veliero.

La barca di San Pietro, tradizione italiana, la farete questa notte?
Biella Città, 28 Giugno 2020 ore 11:41

La barca di San Pietro, tradizione italiana, la farete questa notte?

Barca di San Pietro

La barca di San Pietro, conosciuta anche come veliero di San Pietro, è una tradizione popolare rurale diffusa in tutto il Nord Italia. Consiste nell’usanza di porre, nella notte fra il 28 e il 29 giugno (festività dei santi Pietro e Paolo), un contenitore di vetro riempito d’acqua su di un prato, un giardino o un davanzale esterno della finestra di casa, e nel far colare nell’acqua un albume d’uovo. Il contenitore deve essere lasciato per tutta la notte all’aria aperta, per assorbire la rugiada. Il mattino seguente si dovrebbero trovare nell’acqua delle strutture, formate dall’albume, che ricordano le vele di una barca a vela o un veliero. Secondo la tradizione popolare, sarebbero prodotte da San Pietro, che soffiando nel contenitore di vetro farebbe assumere all’albume la giusta conformazione. In considerazione di come apparivano le “vele”, se spiegate oppure chiuse, si poteva trarre buono o cattivo auspicio di come sarebbe stata l’annata agraria, oppure sul proprio destino. Un esperimento divertente e affascinante per i bambini. E voi lo farete questa notte?

La spiegazione del fenomeno fisico

Il fenomeno è dovuto alle variazioni termiche tra il giorno e la notte, anche in relazione col suolo su cui è appoggiato il contenitore, tipiche del primo periodo estivo, che si presta bene a queste condizioni (purché nella giornata precedente la terra si sia ben scaldata), infatti può essere effettuato anche in altri giorni/notti di tal periodo. Il freddo-umido della notte dovrebbe far variare leggermente la densità dell’albume che, da simile all’acqua, dovrebbe leggermente aumentare, cadendo quindi lentamente sul fondo del contenitore di vetro.

Parimenti il fondo, a contatto col calore del suolo su cui poggia (calore immagazzinato durante le ore diurne del giorno prima), dovrebbe far risalire le molecole d’acqua verso l’alto, attraverso dei piccoli moti convettivi, e creando l’effetto delle vele di albume. A ciò, si dovrebbe aggiungere anche l’effetto delle prime ore del mattino: qui, l’albume dovrebbe riscaldarsi nuovamente, diminuendo così sensibilmente la sua densità e tentando quindi di risalire verso l’alto, “issando”, per così dire, le “vele”.

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