La bancarotta del locale di tendenza

La bancarotta del locale di tendenza
15 Marzo 2015 ore 22:47

L’ultimo proprietario del Melting Pot, il locale di tendenza di piazza San Paolo a Biella che per più di un decennio ha scritto la storia della movida biellese, è stato rinviato a giudizio con l’accusa di bancarotta fraudolenta. Il giudice, Claudio Ferrero, ha fissato l’inizio del processo per il 28 gennaio del prossimo anno.

Imputato è Andrea Spiga, 49 anni, di Torino, che ai tempi era domiciliato nel Biellese (difeso dall’avvocato Andrea Ventura). Dal giorno del fallimento, dichiarato dal Tribunale civile di Biella il 15 maggio 2013, la proprietà è cambiata così come è cambiato il nome del locale che è stato anche rinnovato. Non ci sono collegamenti col passato.

Le accuse. La Procura contesta la bancarotta fraudolenta in quanto, in qualità di socio e liquidatore della Nech srl (la società che gestiva il locale nato grazie all’intuizione di tre soci nell’anno 2000 e che ha funzionato a gonfie vele sino al cambio di gestione), l’imputato avrebbe tenuto i libri e le altre scritture contabili obbligatorie in modo da non rendere possibile la ricostruzione del patrimonio e del movimento degli affari. In specie – sempre per il capo d’imputazione – non avrebbe annotato sul libro giornale e nel registro dei corrispettivi ingenti incassi omettendo l’emissione dei documenti fiscali all’atto della cessione di beni e servizi. In particolare, Spiga avrebbe omesso l’annotazione di circa 172mila euro non annotandoli nelle scritture contabili.
V.Ca.

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