L’affaire-Caproni: biellesi senza paura

L’affaire-Caproni: biellesi senza paura
22 Giugno 2017 ore 15:28

BIELLA – “Se almeno/questo fosse il rumore/del mare…”. Chissà se avrebbe commentato così, con i versi che lui stesso ha composto, Giorgio Caproni. L’autore il cui estratto di “Res Amissa” è risultato al centro dell’analisi del testo, tra le tracce della prima prova di italiano alla Maturità apertasi ieri, e subito additato come il nuovo “caso Magris”. Ovvero il frutto di una scelta, da parte del Ministero, che si fa sempre meno inaspettata, negli ultimi anni, e che propone ai candidati autori “sconosciuti”. O, sarebbe meglio dire, autori famosi ma non inclusi, per tempistiche soprattutto, nei programmi scolastici, se non sotto forma di “assaggio”.
Eppure, il gran parlare che si è sollevato attorno all’analisi del testo su Caproni sembra avere interessato di più l’opinione pubblica, chi stava a guardare insomma, che i diretti interessati. Sono diversi, infatti, gli studenti biellesi che hanno scelto di affrontare l’autore, motivati soprattutto dalla scelta del tipo di traccia, che riguardava sì un’opera di Giorgio Caproni ma che consentiva di muoversi sul testo e di spaziare poi sull’argomento più generale del rapporto uomo-natura. 
Tra i maturandi biellesi, hanno scelto la tipologia A Samuele Derossi e Serena Tonello del liceo Scientifico “Avogadro”; Elia Miglietti del liceo Classico; Giulia Bellini del liceo Linguistico. La loro considerazione: autore “semplice”, sicurezza nell’approfondimento ancorato al testo. Il poeta Caproni era spunto sì, ma non tema centrale del lavoro richiesto. E questi sono i punti sui quali riflettono gli stessi insegnanti di italiano di alcune scuole locali. 
Il commento dei prof. Monica Aguggia dell’Iis “Q. Sella” prende atto dello “scollamento” tra quanto proposto dai programmi e quanto magari richiesto da una traccia simile: «Viene richiesto che il programma della classe quinta cominci da Giacomo Leopardi, mentre l’analisi del testo propone sempre più spesso autori contemporanei. Chiaramente, se per storia italiana e mondiale riusciamo ad arrivare ai fatti dei giorni nostri, purtroppo non è così per la più complessa letteratura. Come docenti cerchiamo di proporre altre scelte se possibile, alla fine del modulo Ungaretti-Saba-Montale possiamo aggiungere Merini, Luzi, Sanguineti, Penna, lo stesso Caproni. Certo, sono scelte e “assaggi”, personalmente ad esempio per le vacanze estive propongo la lettura di classici e aggiungo all’elenco dei best-seller recenti».
Tutti i docenti concordano nel sottolineare il legame analisi del testo – autore “sconosciuto” come qualcosa di intrinseco al genere di lavoro richiesto. Chiara Cignolo dell’Iis “G. e Q. Sella”: «Il caso ha voluto che io e una collega, in alcune sezioni del Classico e del Linguistico, proponessimo Caproni come autore della preparazione all’esame. Direi, però, che di norma tendiamo a scegliere autori non affrontati nel programma per l’analisi del testo, con l’obiettivo di garantire ai ragazzi la possibilità di allenarsi in vista delle probabilità che si incontrano alla Maturità. Credo sia un vero dovere di noi insegnanti proporre autori non previsti, dal momento che l’analisi del testo richiede la conoscenza di una tecnica, la decodifica di un testo».  
Concorda anche il professor Riccardo Quaglia del liceo Scientifico: «Si tratta di una prova che si fonda sulle competenze: comprensione, analisi, approfondimento. L’equazione “autore non trattato- prova non fattibile” non è corretta. Anni fa, si trovava un autore noto e una poesia poco nota, ma se pensiamo a Eco, atteso l’anno scorso, è stato affiancato da un’opera molto complessa. Caproni, inaspettato, certo non è autore da problemi di comprensione». E, allora, chissà come avrebbe commentato lui, Giorgio Caproni, di fronte a tutto il rumore sollevato fuori dalla scuola. Che non è rumore di mare. 
Giovanna Boglietti 

Leggi di più sull’Eco di Biella di giovedì 22 giugno 2017 

BIELLA – “Se almeno/questo fosse il rumore/del mare…”. Chissà se avrebbe commentato così, con i versi che lui stesso ha composto, Giorgio Caproni. L’autore il cui estratto di “Res Amissa” è risultato al centro dell’analisi del testo, tra le tracce della prima prova di italiano alla Maturità apertasi ieri, e subito additato come il nuovo “caso Magris”. Ovvero il frutto di una scelta, da parte del Ministero, che si fa sempre meno inaspettata, negli ultimi anni, e che propone ai candidati autori “sconosciuti”. O, sarebbe meglio dire, autori famosi ma non inclusi, per tempistiche soprattutto, nei programmi scolastici, se non sotto forma di “assaggio”.
Eppure, il gran parlare che si è sollevato attorno all’analisi del testo su Caproni sembra avere interessato di più l’opinione pubblica, chi stava a guardare insomma, che i diretti interessati. Sono diversi, infatti, gli studenti biellesi che hanno scelto di affrontare l’autore, motivati soprattutto dalla scelta del tipo di traccia, che riguardava sì un’opera di Giorgio Caproni ma che consentiva di muoversi sul testo e di spaziare poi sull’argomento più generale del rapporto uomo-natura. 
Tra i maturandi biellesi, hanno scelto la tipologia A Samuele Derossi e Serena Tonello del liceo Scientifico “Avogadro”; Elia Miglietti del liceo Classico; Giulia Bellini del liceo Linguistico. La loro considerazione: autore “semplice”, sicurezza nell’approfondimento ancorato al testo. Il poeta Caproni era spunto sì, ma non tema centrale del lavoro richiesto. E questi sono i punti sui quali riflettono gli stessi insegnanti di italiano di alcune scuole locali. 
Il commento dei prof. Monica Aguggia dell’Iis “Q. Sella” prende atto dello “scollamento” tra quanto proposto dai programmi e quanto magari richiesto da una traccia simile: «Viene richiesto che il programma della classe quinta cominci da Giacomo Leopardi, mentre l’analisi del testo propone sempre più spesso autori contemporanei. Chiaramente, se per storia italiana e mondiale riusciamo ad arrivare ai fatti dei giorni nostri, purtroppo non è così per la più complessa letteratura. Come docenti cerchiamo di proporre altre scelte se possibile, alla fine del modulo Ungaretti-Saba-Montale possiamo aggiungere Merini, Luzi, Sanguineti, Penna, lo stesso Caproni. Certo, sono scelte e “assaggi”, personalmente ad esempio per le vacanze estive propongo la lettura di classici e aggiungo all’elenco dei best-seller recenti».
Tutti i docenti concordano nel sottolineare il legame analisi del testo – autore “sconosciuto” come qualcosa di intrinseco al genere di lavoro richiesto. Chiara Cignolo dell’Iis “G. e Q. Sella”: «Il caso ha voluto che io e una collega, in alcune sezioni del Classico e del Linguistico, proponessimo Caproni come autore della preparazione all’esame. Direi, però, che di norma tendiamo a scegliere autori non affrontati nel programma per l’analisi del testo, con l’obiettivo di garantire ai ragazzi la possibilità di allenarsi in vista delle probabilità che si incontrano alla Maturità. Credo sia un vero dovere di noi insegnanti proporre autori non previsti, dal momento che l’analisi del testo richiede la conoscenza di una tecnica, la decodifica di un testo».  
Concorda anche il professor Riccardo Quaglia del liceo Scientifico: «Si tratta di una prova che si fonda sulle competenze: comprensione, analisi, approfondimento. L’equazione “autore non trattato- prova non fattibile” non è corretta. Anni fa, si trovava un autore noto e una poesia poco nota, ma se pensiamo a Eco, atteso l’anno scorso, è stato affiancato da un’opera molto complessa. Caproni, inaspettato, certo non è autore da problemi di comprensione». E, allora, chissà come avrebbe commentato lui, Giorgio Caproni, di fronte a tutto il rumore sollevato fuori dalla scuola. Che non è rumore di mare. 
Giovanna Boglietti 

Leggi di più sull’Eco di Biella di giovedì 22 giugno 2017 

Turismo 2020
Top news
Glocal News
Foto più viste
Video più visti
Il mondo che vorrei
Gite in treno