«Tanto prima o poi la devo rivedere». È solo una delle minacce, seguita da una lunga serie d’insulti, che, secondo la Procura di Biella un uomo di 30 anni avrebbe rivolto alla madre dopo averla inseguita in auto fino a incontrare una pattuglia dei carabinieri a Bioglio. Parole finite al centro dell’udienza di convalida che si è svolta ieri in tarda mattinata davanti al giudice, chiamato a valutare la misura d’urgenza già adottata nei confronti dell’indagato. L’episodio risale al pomeriggio di lunedì, quando la donna, 59 anni, stava guidando e si è imbattuta nei militari e ha chiesto aiuto, spiegando che il figlio la stava inseguendo a bordo di un’altra auto. Secondo la ricostruzione contenuta negli atti, i carabinieri avrebbero intimato all’uomo di fermarsi, ma lui avrebbe proseguito la marcia tamponando il veicolo della madre.
Il tamponamento e l’intervento dei carabinieri
La situazione sarebbe poi precipitata in pochi istanti. Il trentenne avrebbe inserito la retromarcia per alcuni metri e quindi accelerato nuovamente verso la donna e verso l’auto di servizio dei carabinieri, che nel frattempo si erano messi in mezzo per proteggerla. L’impatto sarebbe stato evitato soltanto grazie a una sterzata dell’uomo all’ultimo momento. Sceso dal veicolo, avrebbe però cercato di raggiungere la madre a piedi, continuando a insultarla e minacciarla. Anche una volta accompagnato in caserma, sempre secondo quanto riportato negli atti, avrebbe continuato a pronunciare frasi minacciose nei confronti della donna.
Una situazione già nota
La vicenda si inserisce in un contesto familiare già noto alle forze dell’ordine. Dagli accertamenti svolti dai carabinieri sarebbero emersi numerosi interventi effettuati negli anni per dissidi tra madre e figlio. Negli atti della Procura si fa inoltre riferimento a precedenti percorsi di cura dell’indagato presso i servizi di salute mentale e a un procedimento già pendente per fatti analoghi. Ieri il giudice ha esaminato la richiesta avanzata dal pubblico ministero Enrica Albani. Il trentenne, assistito dall’avvocato Francesco Alosi, resta sottoposto al divieto di avvicinamento alla madre con l’obbligo di mantenere una distanza minima di mille metri e il divieto di contattarla con qualsiasi mezzo.