la risposta uib alle dichiarazioni

Industriali biellesi furiosi col presidente Inps

Zumaglini: “Inaccettabile il pregiudizio antindustriale di Tridico"

Industriali biellesi furiosi col presidente Inps
Biella Città, 09 Giugno 2020 ore 18:29

Industriali biellesi furiosi col presidente Inps, Pasquale Tridico secondo il quale le imprese italiane non riprenderebbero l’attività per questioni di opportunismo poiché, in attesa che il mercato riparta, è lo Stato a farsi carico dell’80% della busta paga dei lavoratori.

Industriali furiosi col presidente Inps

Così Nicolò Zumaglini (nella foto), vice presidente dell’Unione Industriale Biellese con delega alle Relazioni Industriali e Welfare, commenta le dichiarazioni di Pasquale Tridico.

“Stiamo vivendo una situazione drammatica, in cui le imprese rischiano di chiudere per la carenza di ordini, conseguenza purtroppo annunciata del lockdown a livello mondiale e dell’arresto dell’economia internazionale. E’ assurdo pensare che un imprenditore preferisca mantenere un’attività ferma per opportunismo: un’azienda attiva è invece un generatore di lavoro e benessere per tutti coloro che vi lavorano, imprenditori e addetti. Nella nostra realtà locale, la maggioranza di imprese ha anticipato la cassa integrazione ai propri dipendenti, nonostante la difficoltà nell’accesso al credito. Se per la cassa ordinaria, infatti, le domande vengono finanziate in tempi ragionevoli, per quanto riguarda la cassa in deroga i tempi si allungano a causa delle procedure più complesse. Pensare che le imprese stiano chiuse sulle spalle dello Stato è l’espressione di un pregiudizio antindustriale inaccettabile, che non rispecchia la realtà”.

Sollevazione a livello nazionale

La presa di posizione dell’Uib si aggiunge alle numerose affermazioni degli esponenti del Sistema confindustriale che evidenziano come le dichiarazioni di Tridico siano profondamente ingiuste, soprattutto nei confronti delle piccole imprese che faticano a riprendere l’attività per la forte contrazione della domanda e per gli oneri fiscali e contributivi a cui, nonostante la crisi di liquidità, devono comunque adempiere.

 

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