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In più di 1500 in marcia per abbracciare Parigi

In più di 1500 in marcia per abbracciare Parigi
Cronaca 16 Novembre 2015 ore 13:38

Parigi piange, dopo l’attentato terroristico di venerdì notte, e Biella, con amore, le tende la mano. L’intera città, ieri mattina, ha partecipato alla marcia di solidarietà organizzata dalle amministrazioni comunale e provinciale. L’abbraccio al popolo francese è stato corale: niente bandiere dei partiti, niente colori politici, solo il bianco, il rosso e il blu,  simboli d’oltralpe. E davanti, il tricolore italiano.

I primi partecipanti si sono presentati già alle 9,30 al palazzo della Provincia. C’erano il presidente dell’amministrazione provinciale, Emanuele Ramella Pralungo con la moglie e la figlioletta, qualche alpino, il questore, Salvatore Perrone e tanti cittadini.  Poco a poco  ha iniziato ad arrivare più gente e si è formata una vera e propria folla, sempre più numerosa. Il sindaco, Marco Cavicchioli, i senatori del Pd, Nicoletta Favero, Gianluca Susta, il deputato Roberto Simonetti, il consigliere Regionale, Vittorio Barazzotto. C’era il territorio intero: tantissimi i sindaci dei vari Comuni.  Secondo i dati della questura erano presenti più di 1.500 persone. Tra di loro anche tanti musulmani, segno che il desiderio di pace è di tutti: non dipende dal colore della pelle, né dall’appartenenza a un credo religioso. «Il terrorismo - spiega Mohamed Essaket, presidente dell’associazione culturale islamica “Al Huda” - non ha nazionalità, religione, nulla. Noi siamo nati in Marocco, ma viviamo qui, i nostri figli sono cresciuti in Italia. Non c’entriamo niente  con gli attentatori: dicono di uccidere in nome della religione, ma nessuna fede incita al massacro. Quelle persone sono solo assassini e noi siamo qui per dissociarci e mandare le condoglianze al popolo francese e alle famiglie di chi è morto durante l’attentato». 

Shama Ciocchetti

Parigi piange, dopo l’attentato terroristico di venerdì notte, e Biella, con amore, le tende la mano. L’intera città, ieri mattina, ha partecipato alla marcia di solidarietà organizzata dalle amministrazioni comunale e provinciale. L’abbraccio al popolo francese è stato corale: niente bandiere dei partiti, niente colori politici, solo il bianco, il rosso e il blu,  simboli d’oltralpe. E davanti, il tricolore italiano.

I primi partecipanti si sono presentati già alle 9,30 al palazzo della Provincia. C’erano il presidente dell’amministrazione provinciale, Emanuele Ramella Pralungo con la moglie e la figlioletta, qualche alpino, il questore, Salvatore Perrone e tanti cittadini.  Poco a poco  ha iniziato ad arrivare più gente e si è formata una vera e propria folla, sempre più numerosa. Il sindaco, Marco Cavicchioli, i senatori del Pd, Nicoletta Favero, Gianluca Susta, il deputato Roberto Simonetti, il consigliere Regionale, Vittorio Barazzotto. C’era il territorio intero: tantissimi i sindaci dei vari Comuni.  Secondo i dati della questura erano presenti più di 1.500 persone. Tra di loro anche tanti musulmani, segno che il desiderio di pace è di tutti: non dipende dal colore della pelle, né dall’appartenenza a un credo religioso. «Il terrorismo - spiega Mohamed Essaket, presidente dell’associazione culturale islamica “Al Huda” - non ha nazionalità, religione, nulla. Noi siamo nati in Marocco, ma viviamo qui, i nostri figli sono cresciuti in Italia. Non c’entriamo niente  con gli attentatori: dicono di uccidere in nome della religione, ma nessuna fede incita al massacro. Quelle persone sono solo assassini e noi siamo qui per dissociarci e mandare le condoglianze al popolo francese e alle famiglie di chi è morto durante l’attentato». 

Shama Ciocchetti

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