"In nero" l'istruttrice di equitazione

"In nero" l'istruttrice di equitazione
Cronaca 24 Novembre 2016 ore 13:24

I Finanzieri della Compagnia di Biella, nell'ambito dei servizi volti a contrasto del lavoro irregolare, hanno effettuato un controllo in una scuola di equitazione e di rimessaggio di cavalli da gara del Biellese, individuando due lavoratori, la cui posizione è al vaglio degli inquirenti, nonché un altro soggetto completamente "in nero", straniero, non in regola col permesso di soggiorno. I lavoratori in questione prestavano la loro manodopera assolvendo le mansioni di istruttrice di equitazione e stallieri. Durante il controllo è poi emerso che uno degli stallieri, un cittadino indiano, è risultato irregolare sul territorio nazionale, pertanto, oltre la sanzione amministrativa, a carico della titolare del centro è scattata la segnalazione all'Autorità giudiziaria per sfruttamento di personale non in regola col permesso di soggiorno, in violazione del Testo Unico sull'Immigrazione. Al cittadino irregolare è stato intimato, con ordinanza del Questore, di lasciare il territorio nazionale entro 5 giorni dalla notifica del decreto di espulsione. L'intervento è stato effettuato nell'ambito del piano di contrasto al lavoro irregolare, attuato mediante interventi mirati in tutto il territorio provinciale. All'esito del controllo, in capo al datore di lavoro sono state contestate le sanzioni previste in materia di irregolarità lavorativa, ovvero quella in misura fissa (cosiddetta maxi-sanzione) e l'altra a seconda dei giorni di impiego. La norma, inoltre, prevede la possibilità per il datore di lavoro di aderire alla diffida "ora per allora", attraverso l'assunzione del lavoratore, con determinate modalità e il pagamento di una sanzione minore. Soluzione quest'ultima non applicabile, poiché il lavoratore non era in regola con il permesso di soggiorno. Il contrasto all'impiego di manodopera in nero riveste notevole importanza anche per quanto concerne la tutela della sicurezza e dell'incolumità dei lavoratori ed in particolare per il riconoscimento dei diritti previdenziali, assicurativi e contributivi degli stessi, in quanto le prestazioni lavorative irregolari non danno diritto alla maturazione dei requisiti per la pensione né all'assistenza in caso di eventuali infortuni sul lavoro.

I Finanzieri della Compagnia di Biella, nell'ambito dei servizi volti a contrasto del lavoro irregolare, hanno effettuato un controllo in una scuola di equitazione e di rimessaggio di cavalli da gara del Biellese, individuando due lavoratori, la cui posizione è al vaglio degli inquirenti, nonché un altro soggetto completamente "in nero", straniero, non in regola col permesso di soggiorno. I lavoratori in questione prestavano la loro manodopera assolvendo le mansioni di istruttrice di equitazione e stallieri. Durante il controllo è poi emerso che uno degli stallieri, un cittadino indiano, è risultato irregolare sul territorio nazionale, pertanto, oltre la sanzione amministrativa, a carico della titolare del centro è scattata la segnalazione all'Autorità giudiziaria per sfruttamento di personale non in regola col permesso di soggiorno, in violazione del Testo Unico sull'Immigrazione. Al cittadino irregolare è stato intimato, con ordinanza del Questore, di lasciare il territorio nazionale entro 5 giorni dalla notifica del decreto di espulsione. L'intervento è stato effettuato nell'ambito del piano di contrasto al lavoro irregolare, attuato mediante interventi mirati in tutto il territorio provinciale. All'esito del controllo, in capo al datore di lavoro sono state contestate le sanzioni previste in materia di irregolarità lavorativa, ovvero quella in misura fissa (cosiddetta maxi-sanzione) e l'altra a seconda dei giorni di impiego. La norma, inoltre, prevede la possibilità per il datore di lavoro di aderire alla diffida "ora per allora", attraverso l'assunzione del lavoratore, con determinate modalità e il pagamento di una sanzione minore. Soluzione quest'ultima non applicabile, poiché il lavoratore non era in regola con il permesso di soggiorno. Il contrasto all'impiego di manodopera in nero riveste notevole importanza anche per quanto concerne la tutela della sicurezza e dell'incolumità dei lavoratori ed in particolare per il riconoscimento dei diritti previdenziali, assicurativi e contributivi degli stessi, in quanto le prestazioni lavorative irregolari non danno diritto alla maturazione dei requisiti per la pensione né all'assistenza in caso di eventuali infortuni sul lavoro.