In cella per il ricatto osé

In cella per il ricatto osé
Cronaca 31 Marzo 2012 ore 14:07

Sono stati arrestati martedì a mezzogiorno e mezza nel bar della stazione. Poco prima erano stati filmati per bene mentre avvicinavano quello che consideravano un pollo da spennare a cui avevano chiesto soldi in cambio di un filmato a luci rosse. Ripresi mentre prendevano la busta con i soldi e controllavano entrambi il contenuto. La mini telecamera nascosta ha ripreso ogni cosa, anche quando i carabinieri della Sezione di Polizia giudiziaria della Procura sono intervenuti, coordinati dal maresciallo Tindaro Gullo (Unella foto accanto al tenente Michela Giuglardo), e li hanno arrestati. Lui ha accennato una piccola reazione. Ma è stato ammanettato e portato via.

In carcere, con per concorso in estorsione nei confronti di un bancario di Biella, sono finiti due conviventi di Milano, Sara Saracino, 31 anni, re Alan Patacchino, 30 anni. Entrambi (difesi dall’avvocato Fabio Giannotta) sono comparsi davanti al giudice delle indagini preliminari che ha convalidato l’arresto e ha disposto per lei i “domiciliari” a casa dei parenti in Campania e per lui nell’abitazione di Milano. L’operazione è stata coordinata direttamente dal procuratore Giorgio Reposo.
Tutto è cominciato quando il bancario biellese, 30 anni, ha incontrato quella che nel 2007 era stata sua collega di lavoro in una filiale a Milano e che aveva ritrovato su Facebook, il famoso social network. Il trentenne non ha mai nascosto di provare una notevole attrazione per la donna, parecchio avvenente, della quale aveva avuto modo di ammirare anche un book fotografico. Il bancario ha preso coraggio e ha chiesto alla donna un appuntamento a casa di lei a Milano. In cambio di 500 euro. Appena è arrivato, la donna ha chiesto i soldi e li ha subito portati in un’altra stanza. Ha quindi invitato l’ospite a mettersi comodo. Ma proprio durante l’incontro che, a detta anche di lei, avrebbe dovuto sfociare in qualcosa di parecchio osé, il convivente della donna ha suonato il campanello. Lei ha allora chiesto  al biellese di fingersi tecnico dell’Enel e quando il convivente è entrato gli ha consigliato con vari segnali  di andarsene. Il trentenne è così rimasto a bocca asciutta e senza 500 euro. In realtà si è poi scoperto in seguito che i due si erano messi d’accorso.
Da quel giorno, per il bancario biellese, sono cominciate le pressioni sempre più insistenti e le minacce. La ragazza ha voluto  prima cinquemila euro per evitare di mostrare a tutti un filmato nel quale il biellese era stato ripreso in posizione sconveniente, in seguito si è spinta a sostenere di averlo addirittura denunciato per reati gravi quali la violenza sessuale. Il tutto allo scopo di farsi consegnare i soldi. Le mail si sono susseguite numerose (ne sono state sequestrate a centinaia) così come le telefonate e gli sms. Con il biellese che ha copiato  e registrato ogni cosa  in modo meticoloso. Si è quindi rivolto a due avvocati e in seguito ai carabinieri della Procura a cui ha  raccontato ogni cosa e ha consegnato la documentazione. E’ stata così preparata la trappola. Come luogo dell’appuntamento è stato indicato il bar della Stazione San Paolo a Biella. Lo scambio dei soldi è avvenuto a uno dei tavolini. Ma i carabinieri, travestiti, sono intervenuti e hanno arrestato i due milanesi.
R.E.B.