In cella il baby bullo della maxi rissa

In cella il baby bullo della maxi rissa
16 Marzo 2017 ore 12:15

Si credeva quasi intoccabile. Era solito usare minacce e ritorsioni talvolta con azioni violente per far capire chi comandava. Si autodefiniva “boss della gang” a cui tutti dovevano rispetto, perché con i suoi modi violenti e il carattere autoritario, incuteva timore agli altri componenti del gruppo. Eppure il “boss” non è nemmeno maggiorenne e, nonostante ciò, ha un curriculum giudiziario di tutto rispetto per reati contro la persona, il patrimonio e in materia di sostanze stupefacenti. Il ragazzo, classe ‘99, di Vercelli, è stato alla fine arrestato dalla polizia per estorsione perché dopo aver fatto “sequestrare” il telefono cellulare a un altro ragazzo, gli ha chiesto 130 euro per la sua restituzione. Ad aspettarlo, però, ha trovato i poliziotti della Squadra mobile, un paio di manette e un viaggio blindato verso il carcere minorile Ferrante Aporti di Torino.

Il giovane arrestato è ritenuto inoltre uno tra i principali responsabili della gigantesca scazzottata – che ha coinvolto più di trenta persone – avvenuta il 28 febbraio scorso, durante il “bal dal lunes”, alla discoteca Spazio A4 di Santhià, il locale che è poi stato chiuso dal Questore per venti giorni per motivi di ordine pubblico. Quella sera c’erano anche tanti biellesi. Il giovane marocchino si trovava all’interno della discoteca e aveva con sé una stampella quando aveva iniziato a prendere a pugni e a stampellate altri ragazzi che, a suo dire, gli avevano mancato di rispetto.
V.Ca.

Leggi di più sull’Eco di Biella di giovedì 16 marzo 2017

Si credeva quasi intoccabile. Era solito usare minacce e ritorsioni talvolta con azioni violente per far capire chi comandava. Si autodefiniva “boss della gang” a cui tutti dovevano rispetto, perché con i suoi modi violenti e il carattere autoritario, incuteva timore agli altri componenti del gruppo. Eppure il “boss” non è nemmeno maggiorenne e, nonostante ciò, ha un curriculum giudiziario di tutto rispetto per reati contro la persona, il patrimonio e in materia di sostanze stupefacenti. Il ragazzo, classe ‘99, di Vercelli, è stato alla fine arrestato dalla polizia per estorsione perché dopo aver fatto “sequestrare” il telefono cellulare a un altro ragazzo, gli ha chiesto 130 euro per la sua restituzione. Ad aspettarlo, però, ha trovato i poliziotti della Squadra mobile, un paio di manette e un viaggio blindato verso il carcere minorile Ferrante Aporti di Torino.

Il giovane arrestato è ritenuto inoltre uno tra i principali responsabili della gigantesca scazzottata – che ha coinvolto più di trenta persone – avvenuta il 28 febbraio scorso, durante il “bal dal lunes”, alla discoteca Spazio A4 di Santhià, il locale che è poi stato chiuso dal Questore per venti giorni per motivi di ordine pubblico. Quella sera c’erano anche tanti biellesi. Il giovane marocchino si trovava all’interno della discoteca e aveva con sé una stampella quando aveva iniziato a prendere a pugni e a stampellate altri ragazzi che, a suo dire, gli avevano mancato di rispetto.
V.Ca.

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