Rivolta del sindacato

Il sindacato degli insegnanti: “Ordinanza misurazione febbre? Una follia”

Una follia”. Anief sul piede di guerra dopo ordinanza della giunta Cirio.

Il sindacato degli insegnanti: “Ordinanza misurazione febbre? Una follia”
Biella Città, 10 Settembre 2020 ore 10:52

Il sindacato degli insegnanti: “Ordinanza misurazione febbre? Una follia”. Anief sul piede di guerra dopo ordinanza della giunta Cirio.

Il sindacato degli insegnanti: “Ordinanza una follia”

Il governatore Cirio ha firmato un’ordinanza che prevede l’obbligo di autocertificazione, da parte delle famiglie, dell’avvenuta misurazione della temperatura ai figli primi di mandarli a scuola. Ove ciò non avvenisse, scatta l’obbligo per la scuola di provvedere alla misurazione prima di consentire all’alunno l’accesso in classe”.

Sull’ordinanza del governatore Cirio siglata ieri interviene Anief, sindacato degli insegnanti. Marco Giordano (ANIEF Piemonte) afferma: “intervento intempestivo e dannoso, a pochissimi giorni dall’inizio delle lezioni le scuole hanno bisogno di spazi e di personale in più, non dell’ennesimo ostacolo burocratico né di inutili sorprese dell’ultimo minuto. La Scuola non sia terreno di scontro e di propaganda per nessuno. Alla fine il Governatore Cirio non ha resistito alla tentazione del colpo a effetto e, ignorando il messaggio chiaro inviato da ANIEF e dalle altre organizzazioni sindacali durante l’incontro con l’Assessore regionale all’istruzione, Elena Chiorino dello scorso 4 settembre, ha voluto firmare un’ordinanza per mettere anche la propria firma in calce all’imminente ripresa delle lezioni, dopo mesi di stop causati dalla pandemia. Peccato che il provvedimento della Regione rischia di fare più danni che altro, andando ad introdurre un elemento di novità che potrebbe mettere sottosopra il già delicato e complesso protocollo di rientro in sicurezza che le scuole, in questi mesi, hanno attivato sulla scorta delle linea guida nazionali. Il protocollo, ricordiamo, prevede che siano le famiglie a provvedere alla misurazione della febbre ai figli prima di farli uscire e che, qualora la temperatura fosse superiore a 37,5 °C, debbano tenerli a casa e avvisare il medico di famiglia. L’ordinanza regionale aggiunge, adesso, l’obbligo per le famiglie di autocertificare l’avvenuta misurazione, disponendo che, ove ciò non fosse fatto, debba essere la scuola a misurare la febbre agli studenti prima di ammetterli in classe”.

“Avevamo già spiegato – commenta ancora Marco Giordano – durante l’incontro dello scorso 4 settembre tra l’Assessore Chiorino, l’ufficio scolastico regionale e le organizzazioni sindacali della scuola, che le decisioni in tema di istruzione sono e rimangono di competenza dello Stato. Le scuole hanno già un protocollo che, con fatica e determinazione, hanno predisposto sulla scorta delle linee guida nazionali. Intervenire adesso, a gamba tesa e senza ascoltare le osservazioni della Direzione Regionale scolastica e dei sindacati, rischia di mettere in crisi quelle stesse scuole che il Governatore Cirio dice di voler aiutare”.

“Anche il Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico del Piemonte – sostengono da Anief-  ha rilasciato un duro comunicato contro questa iniziativa intempestiva, di dubbia legittimità e che mette in discussione gli sforzi fin qui prodotti dalle scuole della regione per garantire il massimo livello di sicurezza possibile per la ripartenza, che deve passare necessariamente anche attraverso la responsabilizzazione delle famiglie”.

“Come  ANIEF Piemonte – conclude Giordano – non possiamo accettare che sulla scuola, specie in un momento così delicato, si consumino strumentalizzazioni politiche di alcun genere. Chiediamo al Governatore Cirio di ritirare immediatamente l’ordinanza, se non vogliamo che le scuole riaprano nel caos. Sulla ripresa delle lezioni è necessario che ci siano indicazioni chiare e univoche da Verbania a Siracusa, senza che ogni regione debba per forza metterci del suo. Ribadiamo l’invio alla Regione Piemonte di investire le risorse per la scuola in spazi e in personale docente e Ata se davvero si vuol dare una mano alle nostre istituzioni scolastiche”.

 

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