Cronaca
Il processo

Il ricatto dell'amante: "O paghi o racconto tutto a tua moglie"

Patteggia per estorsione giovane donna che abita a Valdilana

Il ricatto dell'amante: "O paghi o racconto tutto a tua moglie"
Cronaca Valli Mosso e Sessera, 05 Ottobre 2021 ore 12:45

Il ricatto dell'amante: "O paghi o racconto tutto a tua moglie".

Il ricatto dell'amante

Ha ricattato l’amante minacciando di raccontare a tutti, moglie dell’uomo compresa, della loro tresca amorosa. Così, in due riprese, ha sfilato dalle tasche dell’amante, un cinquantenne biellese, la somma complessiva di duemila euro come compenso per il proprio silenzio. L’uomo in un primo momento ha pagato per evitare che le voci del tradimento arrivassero alla moglie incrinando in modo probabilmente definitivo la pace familiare. Ma quando ha capito che tanto i ricatti sarebbero proseguiti, si è messo il cuore in pace e si è rivolto ai Carabinieri.

Ha patteggiato

Nei guai, per la grave accusa di estorsione, è così finita G.G., 32 anni, origini marocchine, residente a Valle Mosso. Davanti al giudice, l’imputata ha preferito non presentarsi. Ha però dato mandato al proprio difensore, avvocato Carla Montarolo, di patteggiare e, alla fine, se l’è cavata con una pena tutto sommato mite a un anno, sei mesi e dieci giorni di reclusione più 700 euro di multa con la condizionale.

La storia e le indagini

All’inizio l'amante ricattato aveva pagato i mille euro richiesti. Ma quella che era stata la sua amante che credeva disinteressata, non si era accontentata e aveva rincarato la dose avanzando richieste più onerose dietro alla stessa minaccia di informare la moglie dell’uomo e di distruggergli in tal modo la vita. Solo quando ha capito che non sarebbe più uscito da quel vortice ricattatorio, l’uomo ha chiesto aiuto ai Carabinieri. Per avere la prova certa di quanto era successo, gli investigatori non hanno nemmeno effettuato la classica trappola per incastrare la giovane donna. E’ bastato infatti analizzare i messaggi che gli amanti clandestini si erano scambiati, prima quelli conditi da parole d’amore e, in seguito, quelli con le richieste ricattatorie di denaro e le minacce.