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Il piromane è tornato: brucia il Cucco

Il piromane è tornato: brucia il Cucco
Cronaca 23 Gennaio 2016 ore 10:02

Sta bruciando il bosco, per lo più di betulle, sulle pendici del Monte Cucco, già brullo da una vita verso la sommità per gli innumerevoli incendi appiccati dai soliti irresponsabili nel corso degli anni. Anche il rogo acceso ieri nella tarda mattinata è opera di un piromane, è l’ennesimo sfregio alle nostre montagne. Anche stavolta l’incendiario di turno non si è accontentato di bruciare pascolo, si è armato di benzina e accendino e ha appiccato il fuoco nel cuore di un bosco, tra felci alte sino a due metri: un tappeto enorme di vegetali secchi che si sbriciolano tra le dita a causa della perdurante siccità e che prendono fuoco come fossero imbevute nel carburante.

Non è stato pertanto facile il lavoro di contenimento effettuato tutta la giornata di ieri dagli uomini del distaccamento biellese del Corpo Antincendi Boschivi del Piemonte, coadiuvati per l’occasione dall’elicottero dei Vigili del fuoco: una vera manna dal cielo per questi specialisti degli incendi di bosco che in innumerevoli occasioni, nei mesi scorsi, non avevano potuto operare con l’aiuto dei velivoli più agili e leggeri rispetto ai giganteschi Canadair, peraltro riempiti spesso e volentieri con acqua e ritardante, una sorta di schiumogeno che, se lanciato in un bosco, si ferma e scivola sulle chiome senza raggiungere il cuore dell’incendio. Per consentire all’elicottero di continuare ad alimentarsi, i volontari dell’Aib hanno montato un vascone nel “prato delle oche” proprio di fronte ai cancelli d’ingresso di Oropa.

Valter Caneparo

 

Leggi di più sull’Eco di Biella di sabato 23 gennaio 2016 

Sta bruciando il bosco, per lo più di betulle, sulle pendici del Monte Cucco, già brullo da una vita verso la sommità per gli innumerevoli incendi appiccati dai soliti irresponsabili nel corso degli anni. Anche il rogo acceso ieri nella tarda mattinata è opera di un piromane, è l’ennesimo sfregio alle nostre montagne. Anche stavolta l’incendiario di turno non si è accontentato di bruciare pascolo, si è armato di benzina e accendino e ha appiccato il fuoco nel cuore di un bosco, tra felci alte sino a due metri: un tappeto enorme di vegetali secchi che si sbriciolano tra le dita a causa della perdurante siccità e che prendono fuoco come fossero imbevute nel carburante.

Non è stato pertanto facile il lavoro di contenimento effettuato tutta la giornata di ieri dagli uomini del distaccamento biellese del Corpo Antincendi Boschivi del Piemonte, coadiuvati per l’occasione dall’elicottero dei Vigili del fuoco: una vera manna dal cielo per questi specialisti degli incendi di bosco che in innumerevoli occasioni, nei mesi scorsi, non avevano potuto operare con l’aiuto dei velivoli più agili e leggeri rispetto ai giganteschi Canadair, peraltro riempiti spesso e volentieri con acqua e ritardante, una sorta di schiumogeno che, se lanciato in un bosco, si ferma e scivola sulle chiome senza raggiungere il cuore dell’incendio. Per consentire all’elicottero di continuare ad alimentarsi, i volontari dell’Aib hanno montato un vascone nel “prato delle oche” proprio di fronte ai cancelli d’ingresso di Oropa.

Valter Caneparo

 

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