Il “pentito” e la testata al carabiniere

Il “pentito” e la testata al carabiniere
Cronaca 28 Novembre 2015 ore 03:51

A uno dei due carabinieri intervenuti per riportarlo alla calma dopo che si era messo a infastidire clienti e titolare di un bar di Gaglianico, aveva rifilato una violenta testata in faccia mentre al suo collega aveva riservato una buona dose di insulti. E quando a dare manforte ai due militari era entrato nel locale un poliziotto penitenziario, aveva insultato in modo pesante anche lui. Protagonista della bagarre scoppiata l’anno scorso in un bar di via Matteotti a Gaglianico, è un collaboratore di giustizia per delitti di mafia che nei giorni scorsi è stato rinviato a giudizio per essersi allontanato dal domicilio protetto fuori dall’orario che gli era stato imposto con specifica ordinanza, nonché per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale per aver aggredito i due carabinieri e per gli insulti all’assistente capo della Polizia penitenziaria.

Non si è presentato. Il “pentito”, Pasquale Roberto, 36 anni, originario di Capurso, in provincia di Bari, inserito da una vita nel “Servizio centrale di protezione”, l’altra mattina – forse per motivi di sicurezza – non è stato accompagnato davanti al giudice dell’udienza preliminare, Claudio Passerini, che lo ha ugualmente rinviato a giudizio e ha fissato l’inizio del processo per il 25 gennaio 2017. A rappresentare l’imputato c’era comunque il suo legale, avvocato Fabio Giannotta.

Valter Caneparo

 

Leggi di più sull’Eco di Biella di sabato 28 novembre 2015 

A uno dei due carabinieri intervenuti per riportarlo alla calma dopo che si era messo a infastidire clienti e titolare di un bar di Gaglianico, aveva rifilato una violenta testata in faccia mentre al suo collega aveva riservato una buona dose di insulti. E quando a dare manforte ai due militari era entrato nel locale un poliziotto penitenziario, aveva insultato in modo pesante anche lui. Protagonista della bagarre scoppiata l’anno scorso in un bar di via Matteotti a Gaglianico, è un collaboratore di giustizia per delitti di mafia che nei giorni scorsi è stato rinviato a giudizio per essersi allontanato dal domicilio protetto fuori dall’orario che gli era stato imposto con specifica ordinanza, nonché per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale per aver aggredito i due carabinieri e per gli insulti all’assistente capo della Polizia penitenziaria.

Non si è presentato. Il “pentito”, Pasquale Roberto, 36 anni, originario di Capurso, in provincia di Bari, inserito da una vita nel “Servizio centrale di protezione”, l’altra mattina – forse per motivi di sicurezza – non è stato accompagnato davanti al giudice dell’udienza preliminare, Claudio Passerini, che lo ha ugualmente rinviato a giudizio e ha fissato l’inizio del processo per il 25 gennaio 2017. A rappresentare l’imputato c’era comunque il suo legale, avvocato Fabio Giannotta.

Valter Caneparo

 

Leggi di più sull’Eco di Biella di sabato 28 novembre 2015 

Condividi
Top news
Glocal news
Video più visti
Foto più viste
Idee & Consigli