Il "mago" degli assegni a vuoto

Il "mago" degli assegni a vuoto
Cronaca 01 Marzo 2012 ore 16:42

A sfogliare le pagine dei suoi trascorsi giudiziari, si scopre che di assegni scoperti, Simone Canale, ne avrebbe rifilati a iosa per acquistare beni d’ogni genere, dai generatori di corrente alle sigarette. Una decina d’anni fa era riuscito a rifilare un assegno da 250 euro (mezzo milione di lire di allora) per pagare una vaschetta di gelato da 12 euro e rotti. «Non ho tutto il resto», si era scusata con imbarazzo la commessa. «Non si preoccupi, mi dia quanto ha, per la rimanenza passo domani...», aveva risposto lui, sorriso e modi di fare suadenti, faccia e maniere da bravo ragazzo di paese. La commessa c’era cascata, aveva incassato l’assegno (fasullo in quanto rubato e quindi non monetizzabile) e aveva dato come acconto del resto 325mila lire di allora (vere).

Canale, 32 anni, per l’anagrafe residente a Bioglio, ospite da qualche tempo della comunità “Il Punto”, non avrebbe perso il “vizio” di rifilare assegni con una capacità che lascia di stucco, impossibile da non riconoscere. Stavolta avrebbe utilizzato le sue indubbie doti per raggirare un market della zona compresa tra Piatto e Valdengo. I fatti sarebbero avvenuti a fine novembre. I carabinieri di Bioglio ci hanno messo quasi tre mesi a capire chi poteva essere l’autore dell’ennesimo raggiro con gli assegni. Ma alla fine non hanno avuto dubbi e hanno denunciato per l’ennesima volta il giovane per il reato di truffa aggravata in concorso con una sua amica, Marta C., incensurata, appena ventenne, residente a Santhià.

I fatti. Nel corso di una settimana di novembre, il giovane avrebbe fatto spesa in quel market di sigarette e generi alimentari in quattro o cinque occasioni, pagando ogni volta il dovuto con assegni compilati con piccoli importi, intascando peraltro ogni volta la differenza in contanti tra il costo della merce acquistata  e l’importo dell’assegno.
Trascorsi alcuni giorni, è emerso che gli assegni erano in realtà a vuoto, senza manco un euro di provvista. A questo punto - com’era capitato in tante altre occasioni in passato - Canale avrebbe nuovamente adoperato le sue capacità amplificate a mille per mettere a segno il colpo di genio: «Non si preoccupi - avrebbe rassicurato quelli del market - vi faccio subito compilare un assegno, stavolta solvibile, dalla mia amica».

Il giochetto. Ancora una volta i modi di fare e l’aspetto convincente del giovane devono aver fatto breccia al punto che il responsabile del market avrebbe accettato un assegno compilato per quattromila euro, dando anche stavolta  ai due giovani la differenza in contanti tra la somma dovuta e l’importo dell’assegno. Il titolo, in realtà, come si è poi scoperto qualche giorno dopo, era legato ad un conto corrente con un deposito di appena tre euro e qualche spiccio.