Primario di cardiologia

Marcolongo in pensione: “Costretto da incidente stradale”

Dopo 18 anni alla guida della cardiologia dell’Asl di Biella lascia e in una lettera ripercorre la sua esperienza all’Asl.

Marcolongo in pensione: “Costretto da incidente stradale”
Cossatese, 22 Settembre 2020 ore 16:42

Il dott. Marcolongo va in pensione: “Un incidente stradale mi costringe ad anticipare il distacco dall’ospedale”. Dopo 18 anni alla guida della cardiologia lascia e in una lunga lettera ripercorre l’esperienza in Asl.

Marcolongo va in pensione

È colui che più ha contribuito affinché la Cardiologia di Biella diventasse oggi un punto di riferimento per il territorio. Il dott. Marco Marcolongo, alla guida della cardiologia dell’ASL di Biella da 18 anni, andrà in pensione il 20 ottobre e ha voluto ripercorrere i momenti più significativi della sua esperienza biellese. Un percorso professionale, il suo, iniziato ad Aprile del 2002, coinciso per lui anche con un cambiamento di vita: Da Torino ha, infatti, scelto di trasferirsi a Biella con la famiglia. Una città in cui si è sempre trovato bene.

 

“Ricordo – racconta in una lunga lettera il dott. Marcolongo – di aver trovato un reparto che da più punti di vista mostrava la necessità di un cambiamento. A quell’epoca i pazienti con infarto dovevano essere trasportati in altri ospedali per poter fare l’angioplastica, anche a 50 chilometri di distanza a Vercelli o Novara. Mi resi subito conto di quanto potesse essere importante rilanciare la cardiologia di un territorio che, anche per la sua collocazione geografica, doveva essere in grado di offrire ai suoi cittadini un’assistenza cardiologica più completa. Il primo a credere in questo progetto fu l’avvocato Luigi Squillario – allora Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella – che pur non conoscendomi scelse di supportare questo progetto investendo risorse per l’acquisto di nuove tecnologie, necessarie per iniziare ad intraprendere alcune procedure di elettrofisiologia. In breve tempo abbiamo avuto a disposizione un poligrafo, un nuovo test ergometrico per le prove da sforzo e un holter di ultima generazione. Tecnologia, dunque, come primo step per effettuare diagnosi, a cui ho affiancato subito anche nuove assunzioni di giovani medici per integrare l’organico e creare un’équipe sempre più strutturata. È bastato poco per rendermi conto che il passo decisivo per riuscire davvero a qualificare la cardiologia era dotarla di un servizio di emodinamica. Tra il 2004 e il 2005 abbiamo avviato un percorso in regione affinché Biella potesse rientrare nella rete delle emodinamiche del quadrante; sono stati anni complessi ma continuavamo a crescere, sostenuti dalle istituzioni e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Biella che nel frattempo aveva implementato le strumentazioni con nuovi angiografi portatili. La prima coronarografia viene effettuata nel 2005, mentre il 26 gennaio 2006 il primo paziente veniva sottoposto ad angioplastica. È stato un momento epocale che ha dato il la per lo sviluppo di un’attività cardiologica sempre più consolidata a Biella. Un ulteriore investimento della Fondazione CRB ha poi permesso di costruire nel vecchio ospedale una nuova sala, dotata di angiografo fisso, del valore complessivo di 600.000 euro e grazie al rafforzamento – sul piano della formazione e dell’esperienza dei miei medici – siamo riusciti a raggiungere numeri importanti con il trattamento di circa 120 infarti ogni anno. Nel 2008 la cardiologia di Biella è entrata di diritto nella rete delle emodinamiche del Piemonte nord occidentale. In questi anni abbiamo sviluppate molte attività diagnostiche: dall’elettrofisiologia alla diagnostica e terapia di aritmie complesse, con l’introduzione della metodica dell’ablazione transcatetere, alla risonanza magnetica cardiaca; esame, quest’ultimo, a cui sottoponiamo anche molti pazienti provenienti da altre realtà ospedaliere.   Sono stati anni di grande solidarietà, evidenzia il dott. Marcolongo. La cardiologia di Biella ha sempre sentito la generosità dei cittadini biellesi e dei suoi pazienti. Ricordo con affetto il sig. Panizza: tra le sue numerose donazioni alcuni ecocardiografi di ultima generazione con cui oggi eseguiamo test ecocardiografici più raffinati. Altra importante donazione è stata quella della Fondazione Caraccio che, in ricordo dell’imprenditore Roberto Borsetti, ha donato tutta la strumentazione ( agiografo fisso, poligrafo) per allestire una moderna sala di elettrofisiologia.  Grazie al Rotary Club di Biella e Valle Mosso uno dei nostri ecocardiografi ha potuto beneficiare di un aggiornamento che l’ha reso più performante riportandolo al top di gamma. I cittadini biellesi in più modi hanno manifestato affetto verso la nostra cardiologia e di ciò sono profondamente grato a questo territorio.

Ho avuto sempre al mio fianco le direzioni che si sono succedute in questi anni e le ringrazio per il sostegno costante nei progetti portati avanti. Purtroppo il 4 agosto scorso ho avuto un incidente stradale con frattura alla gamba che ha anticipato il distacco dall’ospedale.  Continuerò la mia attività lavorativa in altre sedi a livello privato nel mese di novembre.  Un pensiero speciale desidero rivolgerlo ai miei operatori, specie quelli che sono qui a Biella da maggiore tempo: meravigliosi medici, infermieri e operatori socio sanitari che si sono succeduti negli anni. In alcuni casi so che avevano ricevute offerte di lavoro allettanti, ma alcuni di loro sono stati sempre fedeli ad un progetto di crescita e sviluppo che abbiamo costruito e consolidato insieme nel corso del tempo. Sono certo che questa cardiologia proseguirà bene e continuerà ad essere un riferimento per tutti i cittadini, biellesi e non”.​

Turismo 2020
Top news
Glocal News
Foto più viste
Video più visti
Il mondo che vorrei
Gite in treno
Curiosità