Il delitto di Erika, «Fricano incompatibile con il carcere»

Il delitto di Erika, «Fricano incompatibile con il carcere»
27 Luglio 2017 ore 20:52

BIELLA – E’ stato convalidato il fermo di Dimitri Fricano, 30 anni, il commesso del Vandorno accusato d’aver ucciso la compagna Erika Preti, 28 anni, nella villetta di San Teodoro, in Sardegna, dove i due stavano trascorrendo una breve vacanza a casa di amici. Il giudice delle indagini preliminari, Paola Rava, lunedì pomeriggio, intorno alle 15, nel carcere di viale dei Tigli dove l’indagato si trova rinchiuso, ci ha messo poco a decidere. Ha quindi disposto la custodia cautelare in carcere. Il giudice ha infine dichiarato la propria incompetenza territoriale e ha disposto che i nuovi atti contenenti la confessione del giovane, vengano trasmessi per competenza alla Procura di Nuoro che si è occupata sin dal principio delle indagini.
La difesa – rappresentata dagli avvocati Alessandra Guarini di Biella e Roberto Onida di Nuoro – ha chiesto per Fricano gli arresti domiciliari sostenendo che non sussisterebbe il pericolo di fuga in quanto, in tutti i quaranta giorni trascorsi dal delitto alla confessione, il giovane non ha mai neppure accennato ad allontanarsi dalla sua abitazione. Ma il giudice, allineandosi alla dura opposizione del procuratore capo di Biella, Teresa Angela Camelio, non ha accolto tale richiesta.
V.Ca.

Leggi di più sull’Eco di Biella di giovedì 27 luglio 2017

BIELLA – E’ stato convalidato il fermo di Dimitri Fricano, 30 anni, il commesso del Vandorno accusato d’aver ucciso la compagna Erika Preti, 28 anni, nella villetta di San Teodoro, in Sardegna, dove i due stavano trascorrendo una breve vacanza a casa di amici. Il giudice delle indagini preliminari, Paola Rava, lunedì pomeriggio, intorno alle 15, nel carcere di viale dei Tigli dove l’indagato si trova rinchiuso, ci ha messo poco a decidere. Ha quindi disposto la custodia cautelare in carcere. Il giudice ha infine dichiarato la propria incompetenza territoriale e ha disposto che i nuovi atti contenenti la confessione del giovane, vengano trasmessi per competenza alla Procura di Nuoro che si è occupata sin dal principio delle indagini.
La difesa – rappresentata dagli avvocati Alessandra Guarini di Biella e Roberto Onida di Nuoro – ha chiesto per Fricano gli arresti domiciliari sostenendo che non sussisterebbe il pericolo di fuga in quanto, in tutti i quaranta giorni trascorsi dal delitto alla confessione, il giovane non ha mai neppure accennato ad allontanarsi dalla sua abitazione. Ma il giudice, allineandosi alla dura opposizione del procuratore capo di Biella, Teresa Angela Camelio, non ha accolto tale richiesta.
V.Ca.

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